L’AQUILA – Ieri sera tutto esaurito al Gonfalone a Roma per il concerto del Festival internazionale di musica “Pietre che cantano”, alla presenza di importanti personalità del mondo della cultura, della politica, della finanza abruzzesi.

Nella stagione concertistica del Gonfalone, che compie quest’anno cinquant’anni, è stato inserito un concerto dal particolare valore simbolico.
Il  Festival Internazionale di musica “Pietre che cantano” ha invitato da Vienna il violinista Rainer Honeck, Konzertmeister dei Wiener Philarmoniker, presenza significativa e assidua nei programmi della manifestazione, accompagnato al pianoforte dalla pianista Luisa Prayer, direttore artistico del festival.

La suggestione degli affreschi rinascimentali della sala da una parte, il repertorio classico e viennese magistralmente eseguito dal vibrante Stradivari di Honeck dall’altra, hanno contribuito a creare un ponte ideale con i luoghi d’arte altrettanto belli e preziosi, dell’Aquila e dei borghi storici dei suoi dintorni, in cui oggi, a causa del sisma del 2009, la musica non risuona più.

La suggestione, per il numeroso pubblico aquilano presente, è stata fortissima.
Entusiasta dell’iniziativa la promotrice Luisa Prayer. “Essere ospitati – ha dichiarato – in una sede artisticamente così splendida come l’Oratorio del Gonfalone è stata una grande gioia per noi di ‘Pietre che cantano’, che di spazi così belli, come pure erano quelli che ospitavano i nostri concerti, siamo in questo momento dolorosamente privi”.

“Abbiamo voluto ritrovare qui l’emozione – ha aggiunto – che il connubio fecondo di arte e musica crea, per sentire ancora quanto i luoghi d’arte fanno parte di noi stessi, della nostra identità: una emozione positiva, che ci incoraggia a non cedere di fronte alle difficoltà che l’impresa del recupero dei monumenti danneggiati dal sisma pone,  perché una rinuncia non è pensabile”.