L’AQUILA – “La musica deve essere applicata al mondo di oggi, dove c’è tanta inutile politica, abbiamo bisogno di più cultura. Il fuoco sacro e la bellezza non muoiono mai. Quella che ci offrono è solo cattiva politica: basta con la cattiva politica, solo cultura e bellezza”.

È questo l’auspicio che esprime ad AbruzzoWeb l’iraniano Ramin Bahrami (Sebastiano, dopo la svolta alla fede cristiana dalla religione di Zarathustra) al Premio Carloni 2013, che si è svolto nella cornice dell’Auditorium del Parco all’Aquila.

Premiato come giovane esecutore, ha incantato la platea con un’eccelsa esecuzione di Johann Sebastian Bach, di cui è il più grande interprete vivente a livello internazionale.

“Bach – ha spiegato il maestro – significa ‘ruscello’ e Beethoven, parlando di Bach, diceva che non era un ruscello, ma un mare infinito. Questo ruscello di atemporalità che è la musica abbraccia tutte le culture del mondo”.

Bahrami ha debuttato nel 1998 al Teatro Bellini di Catania con un successo tale che la città gli ha conferito la cittadinanza onoraria.

Si è poi esibito nelle più prestigiose sedi italiane come il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Comunale di Bologna, l’accademia Santa Cecilia di Roma, dove è apparso nella prestigiosa rassegna “solo piano” accanto a Maurizio Pollini, Grigory Sokolov e Daniel Baremboim fra gli altri e dove, nel 2008, è stato invitato a partecipare alla “Maratona Bach” accanto al violoncellista Mario Brunello.

Ha suonato per la prima volta alla Scala di Milano nel 2012 in una serata dedicata alla memoria del cardinale Carlo Maria Martini. Dopo il grande successo avuto in occasione della premiazione di Paulo Coelho nel Duomo di Milano è uscito il nuovo Cd inciso con la Decca le Invenzioni a 2 e 3 voci di J.S. Bach che “per la prima volta in assoluto – spiega ancora il pianista – presenta anche tre opere scritte per liuto e qui eseguite ed incise al pianoforte”.

Il maestro Bahrami, musicista straordinario e uomo di umanità e umiltà profonde, come si addice solo ai grandi, parla volentieri del suo amore per Bach, per la sua giovane moglie e per la sua recente conversione al Cristianesimo.

Affezionato all’Aquila, città che da molti anni gli ha tributato onori, dopo il passaggio nel capoluogo è stato ospite del programma televisivo Che tempo che fa condotto da Fabio Fazio, ancora colpito dalla città ferita e orgoglioso del riconoscimento appena ricevuto.