PESCARA – Sarà un “Pescara Jazz” mai così ricco di concerti e mai così ampiamente dislocato sul territorio. “14 concerti in cartellone – ha detto subito il patron Lucio Fumo oggi nella conferenza stampa di presentazione – non ci sono stati neanche ai tempi d’oro di questa manifestazione”.
Dopo la storica edizione del 2012, quando si festeggiava il quarantennale del più antico festival jazz italiano, la nuova edizione, dall’8 al 28 luglio, prosegue nel solco del rinnovamento e del dialogo con la città. Il festival, infatti, si espande: non più solo il teatro d’Annunzio e l’ex Aurum, ma anche, novità assoluta di quest’anno, il Porto turistico e poi gli appuntamenti in provincia.
Fortemente voluta dal presidente dell’Amministrazione provinciale Guerino Testa, come ha spiegato lui stesso in conferenza stampa, torna, infatti, la sezione “Jazz in Provincia” che negli anni ’70 e ’80 contribuì in maniera decisiva a rendere grande il nome del festival pescarese.
I nomi in cartellone sono garanzia di qualità: da Paolo Fresu, Trilok Gurtu e Omar Sosa a Dee Dee Bridgewater e Ramsey Lewis, passando per Simona Molinari (testimonial della manifestazione anche nella conferenza stampa di presentazione a New York presso la sede dell’Enit al Rockefeller Center sulla Quinta Srada) Bireli Lagrene, the Cookers, Mike Stern, Victor Wooten, Tuck & Patty, Ronnie Cuber e Toninho Horta, fino ad arrivare a due stelle d’eccezione come Brian May, una delle menti dei Queen, e Paco De Lucia.
Un programma importante, a cui si affianca un’altra novità di quest’anno: i concerti jazz in alcuni stabilimenti balneari e bar della città, per l’inedita sezione “Pescara Jazz on the Beach”.
Altro elemento imprescindibile del festival sono i seminari che si svolgono con la collaborazione del conservatorio Luisa d’Annunzio di Pescara e che vedranno il ritorno dei docenti del Columbia College di Chicago fare lezioni a Pescara a giovani talenti emergenti. Il tutto culminerà in un concerto all’Aurum dove la Big Band del conservatorio si esibirà sotto la guida di Richard Duscomb, direttore del Columbia College.
L’artista aquilana Simona Molinari, anche lei presente in conferenza stampa, ha rivelato di essere cresciuta all’Aquila ma di essere anche molto legata a Pescara, dove ha iniziato a scrivere le sue prime canzoni.
“Essere qui – ha detto – rappresentare il festival anche a New York, per è me è fonte di grandissimo orgoglio. Cercherò di farmi interprete di una sperimentazione che spazia tra tradizione e modernità. Ho iniziato ad ascoltare musica jazz grazie ai miei nonni. Ed è un peccato che le nuove generazioni non possano godere di quel tipo di musica, a meno che non siamo bravi noi a saperle riattualizzare”.
Anche quest’anno, ad accompagnare la manifestazione c’è il supporto fondamentale di Cantina Tollo.



