L’AQUILA – Un passo in avanti, dopo molto tempo, verso la ristrutturazione e il recupero del complesso conventuale di Santa Maria dei Raccomandati, in pieno centro storico dell’Aquila, circa a metà del “corso stretto”: è stato, infatti, affidato a uno studio di architettura romano l’incarico per l’esecuzione dei rilievi sull’edificio, danneggiato dal terremoto 2009, che saranno parte integrante del bando di concorso per la progettazione.
“Una volta pronti i rilievi, dovrebbe essere possibile pubblicare il bando di concorso al massimo entro la fine del 2017”, svela ad AbruzzoWeb Daniele Placidi, funzionario dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra) distaccato presso l’ufficio del sindaco del capoluogo, Pierluigi Biondi.
La delibera Cipe numero 48 del 10 agosto 2016, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 13 febbraio 2017, ha stanziato per i soli lavori di progettazione della struttura la cifra di 1,5 milioni di euro.
L’intervento complessivo, “stimato, perché senza avere un progetto esecutivo non si può stabilire l’importo esatto” avvisa Placidi, è quantificato in circa 15 milioni.
Sarà la Centrale unica di committenza del Comune a pubblicare il bando, “una gara pubblica sicuramente a livello europeo – aggiunge il funzionario Usra in relazione all’importo – La scelta di ricorrere a un concorso. oltre ad assicurare una maggiore partecipazione, permetterà di valutare il progetto preliminare. Non solo, quindi, il valore dell’offerta economica, ma si terrà conto di tutti gli aspetti della proposta dei progettisti”.
Nella delibera Cipe sono contenuti anche i criteri per la programmazione degli interventi pubblici che, secondo la legge 125 del 2015, vanno finanziati in un’ottica pluriennale, raggruppati per tipologia di settore “edilizia scolastica, sedi comunali, edifici pubblici – spiega ancora Placidi – Il finanziamento dei lavori sarà distribuito su più annualità, secondo il cronoprogramma previsto dal progetto”.
Pianificazione pluriennale per una ricostruzione “coerente, perché è impensabile, anche se ci augureremmo che si potesse fare, realizzare un intervento di quasi 15 milioni in un solo anno. E poi non ha senso bloccare fondi per 15 milioni per un solo intervento che, con ottimismo, sarà completato nel 2020 – avverte – mentre frazionando gli importi in base alla progettazione, si potranno far partire più cantieri”.
Invariata, quasi certamente, la destinazione degli spazi dell’ex convento, che prima del sisma ospitava la sede mai aperta del Museo civico, ricco di reperti, epigrafi romane e tesori archeologici del territorio aquilano, tra cui un prezioso letto d’osso.
“Tra bando, progettazione e realizzazione, i lavori richiederanno almeno 3 anni, quindi dovremo valutare allora cosa fare degli spazi così recuperati – conclude Placidi – L’intenzione è quella di mantenere la collocazione di un museo e di spazi da destinare ad eventi culturali”.



