L’AQUILA – Messaggi, comunicati stampa, note di associazioni che operano in più settori, dagli anziani agli universitari, dai residenti ai cittadini aquilani e, nell’era dei social, centinaia di post su Facebook e “botta e risposta” tra persone contrarie al “trasferimento forzato” e quelle favorevoli. 

Il polverone sul “caso Murata Gigotti” della frazione aquilana di Coppito, sollevato da una nota di Fabiana Costanzi, responsabile Cultura del Pd e presidente del Consiglio territoriale di Partecipazione L’Aquila Centro, ha di fatto acceso i riflettori su una vicenda in chiaro-scuro a cui si è detto favorevole il presidente del Consiglio territoriale di Circoscrizione Coppito, Pettino, Cansatessa e San Vittorino, ma a cui sono opposti i suoi stessi consiglieri e l’Unione degli studenti universitari.

L’attuale amministrazione comunale aquilana di centrodestra ha deciso di rescindere anticipatamente il contratto di locazione del casale di Murata Gigotti, che affianca l’omonimo Parco nella frazione di Coppito, in nome della razionalizzazione dei fitti passivi, trasferendo tutte le attività al suo interno, compresa la Protezione civile, in progetti C.a.s.e. e Map.

Una decisione che ha scatenato una lunga serie di reazioni: ieri il presidente provinciale del Pd, Pietro Di Stefano, ha scritto in una nota di alcune voci che “vogliono per quell’area la realizzazione dei parcheggi, in spregio persino dei vincoli, paesistico e monumentale, che vi insistono”, augurandosi che non sia vero.

A cercare di tranquillizzare i tanti cittadini preoccupati, Giuseppe Romano, presidente del Consiglio territoriale di Circoscrizione Coppito, Pettino, Cansatessa e San Vittorino e già presidente dell’associazione Coppito Cuore e Anima: “Il Parco di Murata Gigotti a Coppito non chiude affatto ma rimane nella libera disponibilità di tutti i cittadini aquilani. La delibera di Giunta, numero 332 del 27 luglio scorso, che mi vede favorevole, riguarda infatti solo la gestione del privato Casale adiacente, per il quale il Comune versa a privati quasi cinquantamila euro annui”, ha sottolineato in un comunicato.

“Il presidente del Ctp Coppito-Pettino-San Vittorino, prima tiene in ostaggio il Consiglio, poi lo sfrutta a suo piacimento. È dallo scorso 19 giugno che i consiglieri richiedono al presidente di convocare una seduta per discutere di numerose tematiche rimaste sospese, richiesta rimasta nel vuoto da tale giorno”, hanno denunciato inoltre i consiglieri dello stesso Ctp Gabriella Baliva, Pamela De Meo, Cristina Equizi, Giulia Fischione e William Giordano.

“Col sopraggiungere della vicenda della cessazione del contratto di affitto del Casale di Murata Gigotti data in gestione alla pro loco di Coppito tramite delibera di giunta comunale, noi abbiamo richiesto questa mattina, tramite richiesta ufficiale al Presidente, una riunione urgente del Consiglio per discutere della relativa questione. Ulteriore richiesta caduta nel vuoto – hanno precisato – A sorprenderci poi, è stata la lettura del comunicato di Romano nel quale, in qualità di Presidente del Ctp, elogiava l’amministrazione per tale delibera”.

“Continuiamo a chiederci come sia possibile che un presidente possa tenere in ostaggio un luogo aperto a tutti i cittadini. Il Presidente, tra l’altro, forse dimentica che con tale delibera anche il ‘suo’ Consiglio perde la sua assise, posta proprio nei locali del Casale di Murata Gigotti, oltre alla biblioteca, alle numerose associazioni, centri ricreativi, spazi di aggregazioni per la popolazione presenti nei locali del Casale”, hanno spiegato i consiglieri del Ctp numero 5.

In merito alle dichiarazioni di Romano, poi hanno tenuto a precisare che “è vero che il contratto di affitto rappresenta un onere per le case comunali, ma la presenza del tessuto sociale ed associativo all’interno del Casale ripaga a pieno l’investimento comunale sotto forma di prestazione sociale e bene comune, prestazioni che altrimenti difficilmente il comune riuscirebbe a garantire ai cittadini. Rivolgiamo di nuovo quindi un ennesimo appello, questa volta pubblico, al presidente Romano, per convocare un consiglio aperto che possa discutere della delibera di giunta, che sta interessando il dibattito pubblico nelle ultime ore, data l’importanza e il valore che Murata Gigotti e le associazioni presenti hanno acquisito nel tempo”, hanno proseguito. “Altrimenti saremo noi stessi consiglieri a convocare autonomamente un’assemblea pubblica proprio a Murata Gigotti, per discutere del torto che questa amministrazione fa alla città e agli aquilani”, hanno concluso.

Anche l’Unione degli studenti universitari (Udu) ha manifestato il proprio “No” alla chiusura di Murata Gigotti così come organizzata attualmente: “Triste apprendere come una buona idea poi venga #uccisa da una semplice delibera di giunta del Comune dell’Aquila. Il progetto di Murata Gigotti nasce dal lavoro della Pro Loco di Coppito, che nel corso degli anni ha creato un vero e proprio centro aggregativo. Innumerevoli le attività per bambini, giovani e anziani che si sono svolte nel centro. Ci dispiace scoprire che può chiudere una biblioteca con oltre 9000 volumi, una sala studio che al centro di Coppito serve ai tanti studenti che scelgono di vivere a Coppito per essere vicino alla facoltà e sale che possono essere messe a disposizione di chi ha voglia di organizzare eventi per la collettività. Si torni indietro e si trovi una soluzione ragionevole. Murata Gigotti non può chiudere”, si legge in una nota dell’Udu.