VASTO – Ci sono due indagati, nel Chietino, per la morte di Domenico Colella, il muratore di 72 anni di Gissi (Chieti), morto due giorni fa in ospedale a Vasto (Chieti), dove l’uomo era stato ricoverato d’urgenza.

Ma non si è trattato di un incidente stradale, come dichiarato dai due indagati, G.C. e G.D., che devono rispondere di concorso in omicidio colposo.

Colella è morto in seguito alla caduta da un prefabbricato. Non aveva convinto la polizia di Vasto la versione fornita dai due, secondo i quali Colella sarebbe rimasto vittima di un investimento accidentale: nell’effettuare una manovra in retromarcia con la vettura della vittima nei pressi di un cantiere edile a Gissi, G.C. non si sarebbe accorto della presenza dell’uomo, che si stava allacciando le scarpe dietro la vettura.

“L’episodio, spiega in una nota il dirigente il commissariato di Vasto, Cesare Ciammaichella – è avvenuto in un fabbricato risultato privo delle più elementari misure di sicurezza e nel quale era rilevabile una verosimile attività lavorativa di natura edile”.

Sul posto c’erano i due indagati, oltre alla vittima e nessun altro operaio, dal momento che i lavori erano svolti in economia dalla famiglia proprietaria dell’immobile.

“Gli elementi raccolti dalla squadra di polizia giudiziaria del commissariato di Vasto, i riscontri effettuati dai tecnici del dipartimento di prevenzione della Asl, le parole pronunciate dalla vittima prima di morire in ospedale a Vasto, oltre ai riscontri del presunto incidente, ancora da verificare, portano a formulare – secondo Ciammaichella – l’ipotesi che si sia trattato dell’ennesimo incidente sul lavoro per mancanza delle misure di sicurezza e che la morte sia avvenuta per una caduta dal cantiere”.