L’AQUILA – Si fa duro lo scontro tra il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e i sindacati sulla questione della riorganizzazione delle aziende municipalizzate.

Una partita complessa, che vede in gioco circa 500 dipendenti di Asm, Ama, Afm, Ctgs, Sed e Csa nei principali servizi pubblici erogati alla città.

Da almeno cinque anni a questa parte l’amministrazione Cialente tenta di definire un piano di riordino, ma  a oggi nulla è ancora nero su bianco.

Nell’ultima riunione di ieri presso la sede municipale, presenti i vertici delle spa ed i sindacati Cgil, Cisl, Uil ed Ugl, per presentare un nuovo progetto dell’amministrazione di riassetto delle municipalizzate, le divergenze sono state molte tra le parti.

Il piano delineato dal primo cittadino, supportato dal segretario generale Carlo Pirozzolo e dagli esperti “advisor” , Alberto Barbieri e Carmelo Buonaccorso, prevede che il Centro turistico del Gran Sasso venga privatizzato, con ricollocazione del personale in un nuovo soggetto che dovrà occuparsi della gestione del progetto C.a.s.e. e dei Map.

“Sarà probabilmente creato un nuovo ramo d’azienda del Sed – ha annunciato il primo cittadino –  con la partecipazione di un socio privato da scegliere con gara, mentre la restante parte del Sed si occuperà dei tributi. Il polo pedagogico dell’Afm dovrà invece confluire nell’Centro servizi anziani, l’ex Onpi”.

Accantonata invece, almeno per il momento, l’ipotesi di far entrare l’Ama in un progetto di azienda unica del trasporto regionale.

Sulla presenza del socio privato c’è stata la netta chiusura dei sindacati. “Vogliamo verificare se esiste la possibilità di gestire in house il progetto C.a.s.e., senza un socio privato – hanno dichiarato all’unisono Piero Peretti (Ugl) e Rita Innocenzi (Cgil) – riqualificando il personale interno alle municipalizzate e garantendo i livelli occupazionali e retributivi”.

Sulla stessa linea Luigi Di Donato della Uil, secondo il quale “si sta mettendo seriamente a rischio il futuro dei lavoratori”.

LO SCONTRO CIALENTE-FABIANI

Durante la riunione è andato in scena anche uno scontro tra il sindaco e il presidente dell’Asm proprio in merito alla scelta di non dare la gestione progetto C.a.s.e. all’azienda di igiene urbana.

“Possiamo farlo noi – ha detto a chiare note Luigi Fabiani – abbiamo personale adatto, e solo per pochi servizi, quali gestione calore e ascensori, potremmo subappaltare all’esterno. Con l’advisor ho parlato solo una volta  a metà 2011, poi nulla più!”.

Senza giri di parole, Cialente ha replicato “non mi fido a mettere il progetto C.a.s.e. in mano all’Asm, che non sarebbe all’altezza e che invece deve occuparsi di tenere pulita la città, cosa che non fa ancora bene”.

Progetto C.a.s.e. e Map contano in totale circa 5.600 alloggi, che necessitano di manutenzione completa: pulizia, cura verde, ascensori, controlli caldaie, riscossione bollette e fitti.

Entro l’anno verrà stabilito anche il pagamento delle spese condominiali per tutti gli assegnatari, motivando la cosa con la necessità di garantire la manutenzione delle strutture.

Dalle entrate legate al progetto C.a.s.e., derivanti da fitti, utenze e spese condominiali, il Comune stima di ricavare circa 9 milioni annui, tutti da riutilizzare per la manutenzione ordinaria e straordinaria.

I sindacati hanno espresso la volontà di un ulteriore incontro di aggiornamento per la settimana prossima, prima che le scelte approdino in consiglio comunale. (red)