L’AQUILA – Google in soccorso dell’Aquila terremotata crea una “palestra” del ricordo e della ricostruzione, una mappa virtuale e interattiva dove si potranno lasciare testimonianze e foto della vita passata in centro storico e cominciare a programmare come dovrà essere quella futura.
Questo in sintesi il progetto “Noi, L’Aquila”, realizzato in collaborazione con l’amministrazione del capoluogo e con l’associazione di famiglie degli emigrati. A presentarlo, in rappresentanza dell’incarnazione italiana del colosso di Internet, c’era il country manager italiano, Stefano Maruzzi.
Nell’occasione, ‘Mister Google’, 49 anni, ex Mondadori e Msn.it, ha rilasciato volentieri un’intervista ad AbruzzoWeb, spaziando dal progetto per il capoluogo ai deficit di infrastrutture di rete in Italia, dai prossimi progetti di Google fino ai duelli di mercato con l’iPhone e i prodotti Apple e a come si può entrare a lavorare per l’azienda di Mountain View.
Maruzzi, grande emozione per questo progetto “Noi, L’Aquila”.
Siamo italiani e lieti di contribuire a qualsiasi cosa faccia del bene al nostro Paese. Qui il contributo è limitato: sarebbe meglio avere un tocco magico e ricostruire velocemente, ma credo che l’iniziativa sia comunque di valore, sia per la memoria storica, sia soprattutto come trampolino di lancio per il futuro, dando la possibilità in Italia e all’estero di capire la situazione dell’Aquila e contribuire per la ricostruzione.
Un progetto gratis, secondo la “filosofia” dell’azienda.
Tutti i nostri software e servizi, si pensi alla posta elettronica, sono forniti gratuitamente agli utenti finali. In questo caso abbiamo utilizzato un’applicazione meno diffusa, come Sketchup, per costruire palazzi tridimensionali di com’era L’Aquila prima del terremoto. Non c’è nessun obiettivo di profitto, ci fa solo piacere poter contribuire.
“Noi, L’Aquila” sarà un progetto necessariamente aperto al contributo di tutti…
L’impegno è partito già da un po’ di tempo, oggi c’è il lancio ufficiale. Speriamo ci sia una buona risposta da parte della comunità locale e come dicevo a più ampio raggio, sia a livello nazionale che internazionale. Questo sarà il miglior indicatore per capire quale potrebbe essere un secondo passo, le fasi successive.
Quanto la scarsa diffusione del wi-fi in Italia danneggia la vostra attività e progetti come questo?
Dove c’è connettività per le persone c’è possibilità di poter comunicare a 360 gradi, informarsi e studiare. Lo scenario che viviamo all’Aquila è più penalizzante rispetto ad altre città italiane, anche se in Italia la diffusione del wi-fi sta iniziando da poco tempo, visto che è da gennaio che ci sono le condizioni per averlo liberalizzato.
È ancora insufficiente la copertura?
Non è mai abbastanza. Ampliando l’orizzonte, abbiamo visto che ovunque ci sia maggiore penetrazione di Internet ci sono migliori condizioni di vita per le persone. Penso all’aspetto educativo: dove arriva la rete, c’è un’opportunità per le nuove generazioni di colmare almeno una parte del gap rispetto a chi è più fortunato.
Google sta per lanciare il suo portatile, Chromebook: quando l’arrivo in Italia?
Credo sia previsto per i prossimi giorni. Da alcuni siti è possibile procedere al preordine dei due modelli prodotti da Samsung e da Acer, prodotti innovativi da molti punti di vista. Siamo molto curiosi di vedere quali saranno le risposte da parte dei consumatori.
Il portatile sfrutta il ‘cloud computing’, l’utilizzo di applicazioni installate direttamente in rete e non sul proprio apparecchio. L’Italia è pronta per questa rivoluzione?
Non bisogna sottovalutare l’Italia. Certo, se guardiamo i grandi numeri è un pochino arretrata rispetto a Francia, Inghilterra e Germania. Questo non significa, però, che non succeda nulla. Si tratta di continuare a evangelizzare, spiegare ancora meglio i benefìci di una soluzione di questo genere, che non è completamente alternativa e sostitutiva rispetto ai modelli di computing attuale, ma sicuramente ha una serie di vantaggi. Sono certo ci sarà qualcuno, istituzioni, aziende e privati, che punteranno a quest’opportunità con soddisfazione.
Come spiegare a un utente comune che perderà anche l’ultima presenza ‘tangibile’ dei suoi documenti, quella del file dentro il disco rigido?
Per molti già non è più un problema. Nel momento in cui, ed è già successo in Italia, si è abbracciato completamente il modello del social networking, molte delle informazioni comuni sono condivise ampiamente da una moltitudine di persone spesso al di là dell’abituale cerchia di contatti e amici. C’è già una predisposizione. Poi, come sempre, se l’innovazione tecnologica funziona, viene accettata e dà buoni risultati.
Passando ai telefonini, come procedere la ‘guerra’ tra Google e l’iPhone di Apple?
Non siamo in guerra con nessuno. Rispettiamo tutte le aziende che operano nel nostro settore, soprattutto quelle che riescono a fare prodotti di grande qualità. Abbiamo una strategia in ambito mobile basata su Android che ci sta dando moltissime soddisfazioni, credo che le cose, nel prossimo futuro, non possano che migliorare, vista l’estensione nell’ambito dei tablet. Un mercato che è appena partito e che vede nell’ambito di Android produttori come Lg, Samsung, Acer, Asus, e se ne aggiungeranno altri, Sony e Toshiba prossimamente, creare una serie di modelli innovativi per alcuni aspetti ma superpotenti.
Come si sente dire dappertutto, il futuro appartiene realmente ai tablet?
Se andiamo a vedere le previsioni di vendita dei pc a livello mondiale, i tablet stanno rosicchiando parte del computing tradizionale, soprattutto nella fascia bassa. Si prestano molto bene a un utente che abbia bisogno di computing power e una superficie maggiore rispetto a uno smartphone. C’è spazio per questo segmento, e già nell’arco di quest’anno raggiungerà 70 milioni di pezzi venduti nel mondo, un numero significativo.
Si sono sparse voci su un possibile ingresso di Google dentro la tv La 7. Quanto c’è di vero?
Nulla che io sappia. Abbiamo una collaborazione per quanto riguarda La 7 nell’ambito di Youtube, loro hanno realizzato un canale all’interno della nostra piattaforma video. Siamo molto soddisfatti della collaborazione, ma sono due aziende completamente diverse e non è prevedibile un ingresso diretto.
Google è vista come un’azienda gigantesca e lontana anni luce, eppure molti sognano di lavorarci. Qual è la trafila?
Siamo qui all’Aquila oggi quindi non siamo così lontani. La nostra è un’azienda che sta assumendo tante persone in Italia, ne ha assunte tante anche negli ultimi mesi, a fronte di una grande richiesta c’è qualcuno che vince questa specie di competizione. Il processo di selezione è duro, difficile, però totalmente trasparente, quindi l’unica strategia da percorrere è quella di scrivere un buon curriculum, in inglese, e di “imbucarlo” sul nostro sito, dove sono elencate le diverse posizioni. Da lì parte un percorso lungo, che in alcuni casi darà anche soddisfazione. Per chi verrà scelto e per noi di Google.
Google, in collaborazione con il Comune dell’Aquila e l’associazione nazionale famiglie emigrati (Anfe) ha realizzato ‘Noi L’Aquila’ (accessibile all’indirizzo <span style=’www.noilaquila.it) un progetto che unisce diversi strumenti tecnologici della società Moutain View in un sito che intende preservare la memoria del partrimonio artistico, culturale e sociale della città dell’Aquila, duramente colpita dal sisma del 2009 e promuovere la rinascita.
Il progetto è stato presentato oggi nel capoluogo abruzzese alla presenza di Stefano Maruzzi, country director di Google Italy, di Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila, e di Goffredo Palmerini, presidente abruzzese dell’associazione Anfe.
“Oggi – ha speigato Maruzzi – la tecnologia ha sempre più una funzione di abilitatore della nostra vita quotidiana; abilitatore alla conoscenza, alla condivisione di esperienze che nessun altro strumento come il web può amplificare e divulgare. Siamo felici dipoter mettere la nostra tecnologia a sostegno dell’Aquila, nella speranza che il web possa contribuire a ripianificare il futuro di questa bellissima città e dei suo abitanti”.
‘Noi, L’Aquila’ consentirà a chiunque lo desideri di condividere un’esperienza o una memoria legata all’Aquila, da cittadino o da visitatore. Immagini, raccont, vido o testi, che nel tempo popoleranno di ricordi una mappa virtuale dell’Aquila, manterranno così viva l’attenzione sulla città e la sua comunità rendendola accessibile a chiunque su internet.
Inoltre, sempre sul sito www.noilaquila.it tutti gli interessati potranno portare avanti il progetto di modellazione 3D del centro urbano, nato alcuni mesi fa da un’idea dell’architetto inglese Barnaby Gunning.
“Il progetto ‘Noi, L’Aquila’ – ha affermato il sindaco Cialente – costituisce una sinergia nel vero senso della parola. Subito dopo il sisma del 6 aprile 2009 avevo illustrato ai miei collabortori l’idea di creare una finestra sul web per far conoscere la mia città, com’era e com’è e per promuovere i suoi principale monumenti, allo scopo di incentivare un contributo alla ricostruzione da parte della comunità nazionale e internazionale. All’epoca, però, non avevamo i mezzi né le risorse per poterla realizzare. Restò un sogno nel cassetto, direi un’opportunità mancata. Poi è arrivata questa iniziativa e la proposta, da parte di Google, di condividerla e lavorarci insieme”.
Il primo cittadino ha proseguito affermando che “questo progetto è utile per altre esperienze in tutto il mondo. Oltre a far innmorare il mondo della nostra cittaà, raccontata dalle persone che ci vivono, si potrebbe lanciare una sottoscrizione per raccogliere fondi da utilizzare sulla ricostruzione”.
“L’Anfe – ha concluso Palmerini – esprime grande soddisfazione per il progetto nel quale diamo la nostra collaborazione a Google, partner di assoluto prestigio nel mondo. Ne siamo davvero fieri. L’idea di creare uno strumento come ‘Noi, L’Aquila’ è nata da un tragico evento italiano, ma non si limita all’Italia. Si tratta infatti di un progetto pilota che Google intende mettere a disposizione di tutte le comunità del mondo colpite da catastrofi naturali. Il Giappone, ad esempio, è già tra i primi Paesi ad averlo implementato”. (s.cas.)



