L’AQUILA – I controlli a tappeto messi in campo giovedì notte nei locali del centro storico dell’Aquila ripropongono il tema della convivenza tra movida e residenti.

E se per la questura, che ha mobilitato 30 agenti con tanto di unità cinofile da Roma, il fenomeno non va fermato ma governato, per il nuovo assessore al Commercio, Alessandro Piccinini, sono da rivedere le ordinanze del comandante dei vigili urbani, Ernesto Grippo, sulla base delle quali sembra che abbiano agito le forze dell’ordine, e “va garantita la possibilità di lavorare serenamente”.

“Le regole vanno rispettate”, chiarisce l’assessore, “ma non si può essere ostaggio di qualche residente, vanno contemperati gli interessi di tutti, la vita notturna va regolamentata, ma va garantita”.

“Abbiamo fatto una campagna elettorale battendo sul tema della sicurezza e quindi lavoreremo in questa direzione, ma non significa limitare la movida – dice ad AbruzzoWeb – le disposizioni vanno fatte in modo coscienzioso e razionale, questi controlli sono capitati in un momento di passaggio in cui non conoscevamo neanche i documenti amministrativi, da quanto ho appreso da alcuni gestori che mi hanno chiamato l’indomani, pare che le forze dell’ordine si siano mosse sulla base di un’ordinanza del comandante dei vigili”.

“Ci occuperemo della questione con una certa urgenza, sicurezza sì ma non repressione – aggiune – perché è vero che bisogna garantire la serenità dei residenti, ma io stesso giovedì sera sono stato in centro storico e c’era una marea di gente che fa bene agli occhi e al cuore vedere”.

“Come si conciliano le esigenze? Andando a rivedere tutte le ordinanze, dopodiché si lavorerà sul controllo, non nel senso della repressione ma della presenza delle pubbliche autorità sul territorio, che è lo strumento più efficace. Sono note tutte le problematiche di bilancio del Comune, però va fatto un progetto serio”.

Più intransigente l’avvocato Ferdinando Paone, residente del centro storico e proprietario di alcuni locali di Corso Vittorio Emanuele II, rimasti a lungo sfitti proprio per la scelta di non cederli a locali notturni.

“Spero che questa nuova amministrazione metta mano alla questione, innanzitutto cominciando dagli orari ed evitando che i locali mettano i tavolini su via Garibaldi”, dice.

“Bisogna consentire il transitare delle auto, altrimenti diventa un problema vero anche sotto l’aspetto della sicurezza – aggiunge – È sbagliato il concetto per il quale si fa rivivere il centro con pub e pizzerie. Vanno incentivate attività diverse, se giri per il centro alle 11 la mattina non c’è nessuno e non è aperto nulla. Bisogna farlo rivivere anche di giorno, per consentire al turista e al cittadino di fruirlo, va ricreato un tessuto sociale con l’artigiano, pizzicagnolo, il fruttivendolo, chi vive qua deve prendere la macchina e andare al centro commerciale”.

“Vivere il centro – continua Paone – non significa vivere il giovedì notte a piazza Chiarino. E poi una volta esisteva la famosa commissione dell’ornato, ripristiniamola così non succede che mettono i bancali per terra, che sarà pure una moda ma è brutta assai, riqualifichiamo il centro anche in questo”.

I controlli di giovedì notte, intanto, hanno portato a sanzionare 7 locali, 6 per aver violato il divieto, dopo la mezzanotte, di diffondere musica ad un volume tale da poter essere percepito all’esterno, e uno per aver procrastinato la chiusura oltre l’orario limite delle 2, oltre che all’arresto di un 22enne aquilano trovato in possesso di circa 45 grammi di hashish e di tutto il necessario per il confezionamento e al ritiro della patente per guida in stato di ebbrezza ad una 32enne pugliese.

Le forze dell’ordine hanno agito anche su sollecitazione dei residenti, pur se in molti casi gli stessi sono anche proprietari dei locali affittati ai commercianti.