L’AQUILA – La richiesta avanzata dal consigliere straniero Roland Vide per la realizzazione di una moschea all’Aquila ha scatenato reazioni e polemiche.
A sorpresa il primo a chiedere il ritiro dell’ordine del giorno presentato presso la presidenza del Consiglio comunale per l’individuazione di un terreno o di un spazio da dedicare al luogo di culto è il presidente della consulta per gli stranieri dell’Aquila e presidente dell’associazione dei musulmani moderati Gamal Bouchaib.
“Penso che sia stato un passo affrettato quello del consigliere Vide. Avevamo pattuito un confronto con tutte le comunità islamiche presenti in città, al termine del quale si sarebbe avanzata una proposta che rispondesse alle reali esigenze di tutti. Quella di Vide è stata una sparata dal sapore elettoralistico, ma non si può fare la campagna elettorale sulla religione”.
Anche la Comunità musulmana aquilana ha, con una nota, invitato Vide a ritirare il provvedimento.
A destare polemiche è anche il particolare contenuto all’interno dell’ordine del giorno, secondo il quale la richiesta sarebbe stata avanzata a nome della comunità macedone presente nel capoluogo:
“Ho parlato direttamente con il referente della comunità macedone – spiega Bouchaib – e non era d’accordo. Non so come sia stato possibile che il consigliere Vide abbia avanzato la richiesta: magari ha raccolto gli umori di qualche persona sulla questione della necessità di un luogo di culto per strada e si è fatto promotore dell’iniziativa in Consiglio comunale”.
“Ma non è così che si fa. Tra l’altro i musulmani di origine tunisina o marocchina vogliono che il rito sia celebrato in arabo, e non in macedone albanese. A questo si devono aggiungere anche le esigenze di altre comunità presenti, come quelle dell’est Europa. Chiedo, pertanto, che l’ordine del giorno venga ritirato per poterlo presentare dopo un confronto esaustivo tra tutte le componenti delle comunità presenti in città”.
Tra i sostenitori del documento ci sono i consiglieri comunali Enrico Perilli (Prc), Giuseppe Bernardi (Sel) e Fabio Ranieri (Pd). “Credo che la richiesta fatta da Vide a nome della comunità musulmana sia una richiesta di civiltà – spiega Perilli – Nella nostra costituzione viene garantita la libertà di culto e si chiede al Comune di mettere a disposizione un pezzo di terra o una stanza per andare a pregare. Niente di più. Non vorrei che adesso rivenissero a galla tutti gli stereotipi sui musulmani quali potenziali terroristi o estremisti: qui si è chiesto uno spazio dove esercitare la libertà di culto”.
Sostanzialmente d’accordo con l’ipotesi di un luogo per la preghiera, ma secondo regole e canoni stabiliti, è il neo consigliere di Futuro e libertà per l’Italia Enrico Verini: “Non posso essere ideologicamente contrario ad una richiesta che viene avanzata per poter esercitare la libertà di culto. La struttura, però, dovrà essere realizzata con i fondi privati che riusciranno a raccogliere e non credo che debba essere l’Amministrazione a dover mettere a disposizione uno spazio. Stesso discorso per i terreni: ritengo che il Comune non debba concederlo gratuitamente”.
Anche sulla eventuale localizzazione della moschea Verini lancia una proposta: “La struttura dovrà essere localizzata secondo quello che è la storia di questa città, evitando delle provocazioni come quelle che sono state registrate a New York, dove si vuole costruire una moschea vicino Ground zero. Sono d’accordo dal punto di vista ideologico con la libertà di culto e tutti debbono poter esercitare questo diritto, però coerentemente con quella che è la storia e la tradizione di questa città”.
NO COMMENT DEL VESCOVO MOLINARI: ”PROPOSTA ESTEMPORANEA”
L’AQUILA – L’Arcivescovo metropolita dell’Aquila monsignor Giuseppe Molinari non ritiene, almeno per il momento, di dover intervenire sulla vicenda della richiesta avanzata dal consigliere straniero Roland Vide relativa alla localizzazione di una moschea all’Aquila.
Dalla curia, infatti, fanno sapere che data la “estemporaneità” della vicenda monsignor Molinari ha preferito evitare polemiche e strumentalizzazioni con un “no comment”.
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