MONCALIERI  – Se ne è andato a soli 59 anni Alberto Bertone, il “signore” delle acque minerali, fondatore di Acqua Sant’Anna, dopo mesi di lotta contro una malattia scoperta per caso tempo fa. Con lui se ne va uno degli ultimi self made men del Piemonte. Nato a Moncalieri Bertone in meno di 20 anni ha reso la sorgente di Fonti di Vinadio un business da 350 milioni di euro.

Una perdita significativa non solo per il mondo imprenditoriale piemontese, ma anche per l’Abruzzo e la Marsica, dove l’imprenditore aveva deciso di partecipare alla gara di concessione delle sorgenti S. Antonio Sponga e Fonte Fiuggino, inutilizzate da dieci anni.

A seguire il ricordo dell’avvocato Salvatore Braghini del foro di Avezzano, che assiste la Sant’Anna proprio nella gara e nei contenziosi emersi nella gara Areacom per le sorgenti di Canistro.

IL RICORDO DI BRAGHINI

La prematura scomparsa di Alberto Bertone, avvenuta l’11 novembre 2025 all’età di soli 59 anni, rappresenta  Alberto Bertone era riuscito in un’impresa che sembrava impossibile: trasformare una piccola sorgente alpina situata a Vinadio, nelle Alpi Marittime a quota 1950 metri, in un impero industriale da oltre 350 milioni di euro di fatturato annuo e circa 2 miliardi di bottiglie prodotte.

Insieme al padre Giuseppe, aveva fondato nel 1996 la società Sant’Anna Fonti di Vinadio, diventando in meno di trent’anni il leader nazionale delle acque minerali, superando colossi internazionali come Nestlé.

La sua storia imprenditoriale era caratterizzata da una visione innovativa che coniugava tecnologia all’avanguardia, sostenibilità ambientale e attenzione sociale. Il suo stabilimento, che lui stesso definiva “un’astronave di Star Trek” per il livello di automazione e pulizia, rappresentava l’eccellenza tecnologica italiana nel settore delle acque minerali.

Pioniere nell’e-commerce e nell’utilizzo di robot per la gestione del magazzino, Bertone aveva saputo anticipare i tempi, portando l’acqua italiana in Cina, Sudafrica, Arabia Saudita e in numerosi altri mercati internazionali. L’impegno sociale e la sensibilità umana.

Quello che rendeva Alberto Bertone un imprenditore speciale non erano solo i risultati economici, ma la sua profonda umanità. Nel 2022, per fronteggiare il caro bollette e l’inflazione, aveva spontaneamente erogato una mensilità aggiuntiva ai 200 dipendenti della società.

La sua posizione a favore del salario minimo, espressa in un’intervista del 2023, testimoniava una visione dell’impresa come soggetto di responsabilità sociale: “Troppo pochi 9 euro l’ora”, aveva dichiarato, aggiungendo che “devono aumentare i controlli su lavoro nero, sfruttamento e non corretta applicazione dei contratti”.

La sua gentilezza e professionalità, come ricordato da chi ha avuto modo di conoscerlo, costituivano la cifra distintiva del suo approccio imprenditoriale. Un ricordo personale: il progetto per la Marsica e la sfida abruzzese.

L’interesse di Alberto Bertone per l’Abruzzo e specificamente per la Marsica rappresentava un capitolo importante della sua visione imprenditoriale. La partecipazione al bando per le concessioni del Comune di Canistro per le fonti Sant’Antonio Sponga e Fonte Fiuggino testimonia la sua volontà di replicare il modello di successo di Vinadio anche nel territorio abruzzese, portando investimenti, tecnologia e opportunità occupazionali in un’area che necessita di sviluppo economico sostenibile.

Il settore delle acque minerali è disciplinato da una normativa complessa che richiede competenze specifiche sia dal punto di vista tecnico che giuridico, sicché la scelta di affidarmi (unitamente all’avv. Maurizio Torchia del foro di Torino) la rappresentanza legale per i contenziosi amministrativi relativi alla gara delle concessioni minerarie costituisce per me motivo di orgoglio professionale.

Alberto Bertone lascia un’eredità imprenditoriale di straordinario valore, non solo in termini economici ma soprattutto come modello di imprenditoria responsabile e innovativa.

La sua capacità di coniugare visione strategica, innovazione tecnologica e attenzione sociale rappresenta un esempio per le future generazioni di imprenditori.

Il progetto per la Marsica, pur rimanendo un’incognita, testimonia la sua fiducia nelle potenzialità del territorio abruzzese e la sua volontà di contribuire allo sviluppo economico di aree che necessitano di investimenti qualificati.

La gara per le concessioni di Canistro, ancora non definita, rappresentava infatti per Bertone un’opportunità di portare nella nostra regione quell’eccellenza imprenditoriale che aveva reso l’Acqua Sant’Anna un simbolo del made in Italy nel mondo.

Per chi ha avuto l’onore di conoscerlo professionalmente, Alberto Bertone rimarrà nella memoria come un uomo capace di unire successo imprenditoriale e umanità.

Quando l’ho visto per la prima volta, durante un collegamento da remoto, l’ho chiamato “Signor Presidente”; mi rispose con un sorriso disarmante: “sono un semplice operaio in mezzo ad altri lavoratori”.

Questa umiltà, unita alla determinazione e alla capacità di ascolto, ha dissolto ogni formalismo e consentito un confronto aperto e sincero sulle vertenze in corso in Abruzzo. La sua risposta racchiude anche l’essenza di un imprenditore che non aveva mai dimenticato le proprie radici e che vedeva nell’impresa uno strumento di crescita collettiva. La sua scomparsa rappresenta una perdita per l’intero sistema economico italiano, ma il suo esempio continuerà a ispirare chi crede in un’imprenditoria etica, innovativa e socialmente responsabile.

L’Abruzzo perde l’opportunità di accogliere un imprenditore visionario, ma conserva il ricordo di un uomo che aveva scelto la nostra terra per i suoi progetti futuri, riconoscendone le potenzialità e le risorse.

La sua eredità più preziosa resta la dimostrazione che è possibile coniugare successo economico, innovazione tecnologica e responsabilità sociale, creando valore non solo per gli azionisti ma per l’intera comunità. Un insegnamento che dovrebbe guidare tutti coloro che, nel mondo dell’impresa e delle istituzioni, hanno la responsabilità di costruire il futuro economico del nostro Paese.