PESCARA – Il medico legale Cristian D’Ovidio è appena entrato a colloquio con il pm Valentina D’Agostino per dare il via ufficiale alle pratiche dell’autopsia che verrà svolta sulla salma di Piermario Morosini, deceduto sabato allo stadio Adriatico.

Assieme al medico legale è dal magistrato anche la tossicologa, dottoressa Martello, dell’Università Cattolica di Roma, alla quale il magistrato darà incarico di esaminare eventuali anomalie presenti nei valori dello sfortunato centrocampista del Livorno. Con i due medici ci sono anche i dirigenti del Livorno, guidati dal dg Gardini, e il procuratore del ragazzo, Ernesto Randazzo. L’ultima parole per i familiari spetterà al cugino di Morosini, il quale è il rappresentante legale della famiglia. Solo più tardi si saprà se la famiglia ha indicato un perito di parte per l’autopsia.

COMUNE APRE INCHIESTA INTERNA

Si apre formalmente oggi la procedura per lo svolgimento di una inchiesta interna all’amministrazione comunale di Pescara per accertare quanto accaduto sabato pomeriggio all’interno dello stadio cittadino, durante l’incontro di calcio Pescara-Livorno, negli istanti in cui Pierpoalo Morosini ha accusato un malore e poi è morto.

Il direttore generale di palazzo di città, Stefano Ilari, nominerà una commissione, composta da dirigenti dell’ente, per ricostruire i fatti e accertare eventuali resposabilità.

Saranno ascoltati tutti i soggetti coinvolti, spiegano dal Comune, e in particolare i venti vigili in servizio l’altro pomeriggio, per poi adottare eventuali provvedimenti.

Al centro dell’inchiesta c’è il fatto che ai bordi del campo di calcio, un’automobile della polizia municipale ha intralciato il passaggio dell’ambulanza che doveva soccorrere Morosini.

E’ stato necessario rompere il finestrino dell’auto, parcheggiata e chiusa a chiave, per spostarla. Tutti hanno assicurato dal primo momento, però, che nel frattempo il calciatore era stato già soccorso e sottoposto alle prime cure.

ENTRO GIOVEDI’ I FUNERALI

Si terrà nella giornata di oggi l’autopsia di Piermario Morosini, il centrocampista 25enne del Livorno morto ieri allo Stadio Adriatico.

Lo ha disposto il pm di Pescara Valentina D’Agostino, la quale ha chiarito che “entro oggi vogliamo chiudere tutte le formalità per poter riconsegnare la salma ai familiari e permettere il funerale”.

L’autopsia, disposta nel fascicolo aperto  verrà effettuata dal dottor Cristian D’Ovidio ma per l’incarico bisognerà attendere domani mattina, quando il medico si recherà in Procura per ricevere ufficialmente i quesiti posti dal magistrato.

Saranno infatti i quesiti, cioé le cose che il pm vuole sapere sulla morte di Morosini, che chiariranno l’eventuale strategia successiva. Sulla base della perizia il pm valuterà infatti se esistono gli estremi di un eventuale reato da iscrivere sul fascicolo e gli ipotetici indagati, che per ora non risultano iscritti.

La prima ipotesi di reato sarebbe per omicidio colposo. Per ora il fascicolo è stato aperto con la semplice dicitura degli “atti relativi alla morte di Piermario Morosini”. Il nodo che con tutta probabilità il magistrato vuole sciogliere è quello relativo ai soccorsi e alla polemica sulla macchina dei vigili urbani che ha bloccato per qualche minuto l’ambulanza fuori dal campo di gioco. La D’Agostino vuole sapere se il piccolo ritardo è stato fatale a Morosini o se i soccorsi in campo sarebbero stati sufficienti a salvarlo, se fosse stato possibile salvarlo in quel modo. Da sciogliere c’é anche il nodo dei periti presenti all’autopsia, specie quelli di parte familiare, cosa che verrà chiarita questa mattina in Procura.

Se i familiari di Morosini, ossia il cugino presente, dovesse chiedere la presenza del perito di parte, allora i tempi dell’autopsia slitterebbero di qualche giorno.

Ma nel caso di una successiva iscrizione di qualcuno nel registro degli indagati in relazione ai risultati dell’esame che indicherebbero delle responsabilità nella morte di Morosini, e in assenza del perito dell’indagato, l’esame sarebbe non utilizzabile in dibattimento a meno che il magistrato non chieda già da domani il prelievo di alcuni elementi autoptici per la successiva controanalisi necessaria per l’udienza probatoria.

Questi elementi tecnici non hanno comunque distolto l’entourage del povero giocatore dal volere dei funerali il prima possibile: il procuratore del giocatore, Ernesto Randazzo, a cui è spettato l’amaro compito di affrontare i cronisti fuori l’obitorio, ha detto che Morosini era un “giovane uomo che aveva sofferto e che chiedeva sempre a bassa voce se poteva avere un attimo di felicità, ma è evidente che ieri la risposta è stata no… Ora vogliamo solo fare il funerale, mercoledì o giovedì a Bergamo”.

ABETE: “GIOCARE SAREBBE STATO INACCETABILE”

“Come sono arrivato alla decisione della sospensione? Qualche minuto dopo la morte di Morosini, ho pensato subito che sarebbe stato inaccettabile giocare a poche ore dalla tragica scomparsa di un calciatore”.

Sono le parole del Presidente della Figc Giancarlo Abete, intervenuto telefonicamente durante la rubrica “Mattino Sport”, per parlare del caso Morosini: “Come poterlo ricordare? Tante società e federazioni in questi giorni si sono proposte per aiutare e sostenere la sorella di Morosini e questo e’ segno di grande solidarietà e sono sicuro che tutto il possibile saro’ fatto.

Discussione nata in Lega sullo slittamento della 33a giornata?

“Si può discutere su tutto – ha detto il Presidente della Figc – l’importante pero’ e’ che si faccia nei modi corretti. Spero che nel consiglio di oggi si arrivi a una soluzione attraverso il confronto”.

VALENTINI (FIGC): “FERMARE CAMPIONATI SCELTA GIUSTA”

“Abbiamo avuto pochi minuti per prendere una decisione così traumatica e di forte impatto. Abbiamo avuto nel Coni e nel presidente Petrucci un punto di riferimento determinante. Abete ha sentito i vicepresidenti della federazione e e presidenti delle Leghe. E’ stata una scelta giusta, di sensibilità e dimostra che il calcio sa essere anche normale”.

Lo ha detto il direttore generale della Figc Antonello Valentini, intervenuto a Radio Anch’io o Sport su Radiouno, commentando la decisione della Federazione di fermare i campionati in questo week-end dopo la morte di Piermario Morosini avvenuta in campo nel corso di Pescara-Livorno.

“Il nostro sistema sanitario è all’avanguardia e lo dicono gli esperti del settore, questo non vuol dire che non si può fare di più e l’impegno di tutte le componenti sarà quello di rafforzare i controlli, poi bisogna fare intervenire sull’argomento coloro che ne hanno la competenza. Polemiche su calendario? Adesso c’è l’opportunità di discutere. Il presidente della Lega Beretta ha convocato il direttivo, la decisione rientra nell’autonomia della Lega e sono sicuro che oggi pomeriggio si troverà un accordo che accontenti tutti. Non trovo nulla di strano sul fatto che ci siano pareri differenti su recupero o slittamento della giornata”.

VIGILE URBANO SOTTO CHOC, MA SINDACO ANNUNCIA LINEA DURA

“Con questa gogna mediatica si rischia di far male a due persone: una che purtroppo non c’é più e un’altra, quasi in stato di choc, a cui stiamo dando addosso”. Il comandante della Polizia municipale di Pescara, Carlo Maggitti, tenta di abbassare i toni della polemicha relativa all’auto dei vigili che, per alcuni minuti, ha ostacolato l’accesso dell’ambulanza allo stadio, durante i soccorsi a Piermario Morosini.

Il sindaco, Luigi Albore Mascia, però, non usa mezzi termini: l’indagine interna sarà inflessibile e le sanzioni tutte quelle ipotizzabili.

Il primo a tornare sull’argomento, subito dopo essere uscito dall’obitorio, è proprio il primo cittadino: “domani (oggi) mattina avrò il risultato dell’inchiesta interna – dice Mascia – saremo equi e inflessibili, è evidente la grande leggerezza di chi ha lasciato in quel posto l’auto. Vorrei però che non si prendano scorciatoie e non si accusi per questo il ritardo dei soccorsi, che non c’é stato”. Parla di una “leggerezza, un attimo di distrazione”, anche il comandante dei vigili, che, però, invita alla calma: “é fondamentale accertare i fatti – afferma -, prima di dar vita ad una caccia all’uomo. Stiamo completando le ultime verifiche e poi valuteremo eventuali responsabilità”. Sottolineando che “insieme al nostro mezzo, nell’area vietata, c’erano altre due auto di forze di polizia, tolte prima che arrivasse l’ambulanza”, Maggitti, in attesa di riscontri oggettivi, si concentra sulla componente umana della vicenda, respingendo ogni tentativo di demonizzazione.

“L’agente – afferma – è preoccupatissimo, è rimasto malissimo ed è quasi in stato di choc. Si tratta di un bravo ragazzo, rimasto profondamente colpito, temendo che una sua distrazione possa essere stata concausa di quanto accaduto”.

MADRE FIDANZATA: “PER NOI ERA COME UN FIGLIO”

“Per noi Piermario era come un figlio, dopo 5 anni di fidanzamento con mia figlia non poteva essere altro, inoltre era molto facile che entrasse nel cuore delle persone. Non è stato difficile volergli bene da subito”. Così a Sky TG24 Mariella Vavassori – la madre di Anna, la fidanzata di Piermario Morosini – ricorda il calciatore.

“Piermario non aveva avuto mai problemi fisici. Mia figlia era davanti alla tv quando si è verificato il dramma e ha capito subito. Per quello siamo partiti da Bergamo immediatamente e abbiamo saputo in viaggio che era morto”, ha detto Mariella Vavassori.

“Era una persona bella, umile. Il ricordo più bello? Il suo sorriso, nonostante ogni tanto avesse un velo di tristezza nei suoi grandi occhi”, aggiunge. E a proposito dell’auto della Polizia Municipale che ostacolava il passaggio dell’ambulanza, la donna ha sottolineato: “Non c’é rabbia, assolutamente. E’ capitato perché doveva capitare”.