AARAU –  Attesa per la conferenza stampa delle forze dell’ordine elvetiche che promettono di far calare il muro di silenzio alzato sul 43enne, svizzero, fermato – forse costituitosi in un altro cantone – 24 ore dopo l’assalto, responsabile dell’uccisione di Maria Spinelli, la giovane di 22 anni di Città Sant’Angelo uccisa nella sparatoria al rave party di Aarau in Svizzera.

Il fermato ha comunque un passato e un presente di disturbi psichiatrici a cui non sarebbero seguite le opportune cure e che abbia imbracciato un fucile d’assalto e una pistola, sparando oltre 30 colpi.

La famiglia chiede formalmente alle Istituzioni italiane di “disporre un volo di Stato per il rientro della salma in Italia”. Lo rendono noto gli stessi familiari, che sono arrivati in Svizzera per il riconoscimento del corpo, attraverso il loro legale, l’avvocato Bruno Gallo.

La madre di Maria, Gulmira Israilova, ieri, assieme all’altra figlia e alla console italiana in Svizzera, è andata alla polizia cantonale a sporgere formale denuncia per l’omicidio della figlia, una prassi d’obbligo.

A seguire la struggente lettera della madre alla figlia che non c’è più.

Cara Maria,

figlia mia, piccolo grande amore mio. Ti scrivo queste parole con il cuore a pezzi, un cuore di madre che si è spezzato per sempre quando la terra mi è crollata sotto i piedi.

Non ci sono parole umane per descrivere il dolore di una madre che perde la propria figlia, soprattutto ora, nel momento più bello, luminoso e vibrante della tua vita.

Sono appena uscita da quella stanza, sono reduce dal momento più devastante: guardarti per l’ultima volta, fare quel doloroso riconoscimento. Eri bella. Fredda, ma sempre immensamente bella, proprio come ti ho sempre vista. Sei stata una figlia immensamente voluta, tanto, tantissimo desiderata.

Non dimenticherò mai la prima volta che ti ho presa in braccio: eri così piccola, eppure avevi due occhi grandi come due lampade, capaci di illuminare tutto il mio mondo fin dal primo istante. Quegli stessi occhi che ho cercato di ritrovare oggi, in quel silenzio così ingiusto.

I miei ricordi più dolci e strazianti sono stampati proprio nei nostri ultimi giorni insieme, seppur a distanza. Ho ancora davanti agli occhi i tuoi messaggi, le foto che mi mandavi, il suono della tua voce e il tuo sorriso radioso durante le nostre videochiamate.

Mi dicevi che eri finalmente felice, che ti sentivi realizzata, che eri letteralmente rinata. Sprizzavi gioia da tutti i pori, eri un vulcano di vita.

Eppure, figlia mia, proprio quella tua immensa felicità a me stonava dentro. Sentivo qualcosa che non andava, come un campanello d’allarme che continuava a suonare nella mia testa. Non riuscivo a credere, o forse non osavo sperare, che dopo tante sofferenze la mia piccola Maria avesse finalmente trovato la sua oasi di pace.

Un presentimento? Forse sì, chi lo sa. Le mamme queste cose le sentono, hanno un filo invisibile che le lega ai figli e avvertono il pericolo anche quando è nascosto dietro la luce più accecante.

Oggi, però, mi consuma un rimpianto immenso. Mi dispiace così tanto, figlia mia, non averti espresso apertamente tutta la mia contentezza. Ricordo quando mi dicevi che ero chiusa, che non riuscivo a gioire pienamente per te e con te. Avevi ragione, e oggi ti chiedo scusa con le lacrime agli occhi.

Scusami. Solo ora capisco quanto fossi bloccata da quella paura profonda. Una madre dovrebbe solo gioire, ballare e fare festa quando sente la propria figlia scoppiare di vita così come facevi tu. Ti prego, amore mio, accetta le scuse di una madre che non è riuscita a proteggerti dalle insidie e dalle ingiustizie di questo mondo, e dalle troppe cattiverie che hai incontrato sul tuo cammino. Questo peso lo porterò dentro di me per sempre.

Non ho fatto in tempo a dirtelo a voce, ma spero che ovunque tu sia ora, tu possa sentire tutto il mio amore, la mia ammirazione per la donna meravigliosa che eri diventata e il mio immenso, eterno dolore. Ti porto dentro di me, ad ogni battito, con la tua bellezza impressa per sempre nella mia mente.

La tua mamma,
Gulmira