L’AQUILA – “Nella giornata di lunedì insieme agli Animalisti Italiani Onlus abbiamo inviato una pec (posta elettronica certificata) alla Procura della Repubblica dell’Aquila, ripetuta con una raccomandata con ricevuta di ritorno il giorno dopo, cioè ieri, con la quale si incaricano i due medici Pierluigi Castelli ed Enrico Moriconi ad assistere alla ricognizione cadaverica e all’autopsia di Kaos. Non ci è stata data questa possibilità”.

È la denuncia formulata da Fabiano Ettorre, l’addestratore aquilano proprietario di Kaos, il pastore tedesco di tre anni e mezzo, uno dei cani eroi dei terremoti del 2016, trovato morto dal suo padrone domenica scorsa nel giardino della sua casa di Sant’Eusanio Forconese (L’Aquila). Kaos non sarebbe stato avvelenato.

Diventa un giallo la morte del cane soccorritore di Amatrice dopo che l’autopsia non avrebbe pienamente certificato la morte per avvelenamento. Il primo a denunciare l’avvelenamento è stato proprio l’addestratore del pastore tedesco su Facebook.

E proprio lui, polemicamente oggi dice: “Ci sono molti punti oscuri, per le persone ci vogliono giorni e qui in 24 ore è stata fatta l’autopsia e sono stati dati i risultati”.

Tra le ipotesi che si fanno strada quella di una morte naturale dovuta ad un problema congenito al cuore.

“Un infarto in cani come Kaos, addestrati e allenati alla fatica e allo stress è molto raro. Avviene solo in animali da zoo”, spiega all’Ansa il veterinario di parte nell’inchiesta sul decesso, Pierluigi Castelli che assiste Ettorre.

“In base alla descrizione e agli elementi che ci ha fornito il proprietario sullo stato del cane al momento del ritrovamento non sembrerebbe infarto. L’unica possibilità è che avesse una malformazione congenita che non si conosceva. Per ora, però – sottolinea Castelli – si tratta solo di sospetti perché la Procura non ci ha ancora autorizzato ad accedere agli atti dell’ autopsia, che non sapevamo nemmeno essere in corso ieri”.

E infatti Ettorre precisa “di non essere stato avvisato che sarebbe cominciata l’autopsia” e neppure della possibilità di costituirsi “parte offesa e far assistere i periti di fiducia all’esame”.

Per Ettorre si è trattato di avvelenamento, oggi il quotidiano Il Messaggero anticipa che si sarebbe trattato di un infarto.

“Oggi i dubbi sono sempre più forti – spiega ancora all’Ansa il 40enne -. Questa vicenda presenta lati oscuri che acuiscono ulteriormente il dolore per la morte, inspiegabile del mio compagno di viaggio, neppure nel delitto di Cogne si sono stati risultati così veloci in riferimento ad autopsia e ricognizione cadaverica”.

Ettorre conferma i passaggi della vicenda: “Domenica ho trovato Kaos morto, lunedì alle 19 hanno sequestrato il cadavere, successivamente voci di corridoio risultate poi vere, dicevano che stavano cominciando la ricognizione. Poi, il silenzio”.

Sulla morte di Kaos è in corso l’inchiesta della Procura dell’Aquila con le indagini affidate ai carabinieri forestali che hanno fatto rilievi sequestrando la carcassa per gli accertamenti autoptici fatti presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo.

“Per l’ esame tossicologico occorrerà almeno un mese”, chiarisce ancora il veterinario. Castelli è coadiuvato dal collega Enrico Moriconi, Garante dei diritti degli animali della Regione Piemonte.

“L’infarto non è frequente nei cani. Se fosse qualcosa relativo al cuore – spiega – sarebbe sicuramente una forma congenita. Se fosse così sarebbe importante conoscere lo storico dei parenti di Kaos. A oggi però non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione sull’autopsia. La morte improvvisa richiama l’avvelenamento – conclude Moriconi – ma è importante sapere anche se si siano manifestati sintomi precedenti”.

Insomma resta per ora un mistero la causa della morte di Kaos, “non un cane eroe – dice oggi Ettorre – ma lo sarebbe potuto diventare”, protagonista nei soccorsi ai terremotati del 2016, trovato morto nel giardino di casa a Sant’Eusanio Forconese.