L’AQUILA – “Sono venuto per ringraziarvi per tutto quello che avete fatto per Alassane e per la nostra famiglia in Africa”.

Sono queste le parole  di Mamadou Nokho il padre 71enne di Alassane, il ragazzo senegalese molto ben inserito all’Aquila e vicino alla squadra di calcio multietnica United L’Aquila, che milita in terza categoria, che lo scorso dicembre è morto a 31 anni per un male improvviso, tutt’ora non del tutto chiarito nemmeno dopo la seconda autopsia più approfondita. Lo United ha organizzato una raccolta fondi per far tornare la salma in Senegal.

Mamadou che vive tra il Senegal e Parigi, dove ha lavorato per 40 anni ed è prossimo alla pensione, è tornato all’Aquila apposta per ringraziare la squadra dello United. Si è alzato in piedi ed ha partecipato al minuto di silenzio fatto prima della partita dell0 United contro il Pescasseroli per ricordare il piccolo Tommaso, tragicamente morto a soli 4 anni all’asilo di Pile.

“Il papà di Alassane è tornato a trovarci per ringraziarci, ma siamo noi che ringraziamo lui e tutta la sua famiglia nel ricordo di quel grande uomo che è stato Alassane, che vivendo qui ha arricchito la nostra città che non lo dimenticherà – spiega su fb Alessandro Tettamanti, giocatore dello United -. Nelle tragedie che vive L’Aquila sa dimostrarsi forte e solidale come poche altre. Un segno che dal dolore possiamo ripartire per costruire un futuro migliore insieme.

“Nei giorni e nelle settimane successive la morte di Alassane una grande solidarietà ha coinvolto tutta la città dell’Aquila e l’Abruzzo intero a partire dalle realtà dello sport di base e di quelle solidali, che ci hanno permesso di far tornare la salma di Alassane in Senegal dove sono stati svolti i funerali – spiegano dall0 United -, e dare un cospicuo contributo alla famiglia. Alassane era anche papà infatti di due bambini a cui provvedeva con i soldi che guadagnava in Italia”.

“Dopo la fine del campionato organizzeremo anche un torneo di calcio in suo onore in cui inaugureremo anche una targa al campo federale con un defribillatore che resterà lì a disposizione degli atleti e delle atlete, sempre in memoria e nel ricordo di Alassane. Uno splendido ragazzo che stava dedicando la sua vita all’accoglienza e che la città dell’Aquila porterà sempre nel suo cuore come sa fare, come esempio di umanità e integrazione. Siamo noi caro Mamadou che ringraziamo te e tuo figlio Alassane”, spiegano ancora dallo United.