L’AQUILA – “Il declassamento del rating a lungo termine dell’Abruzzo da parte di Moody’s ci suggerisce come investire i fondi Fas: per il credito e per la crescita”.
Questo il commento ad AbruzzoWeb dell’economista Pino Mauro, ordinario di Politica economica all’Università “D’Annunzio”, dopo la notizia della bocciatura da parte dell’agenzia di valutazione del rating a lungo termine.
Bocciatura che per il prof è “diretta conseguenza di quanto avvenuto a livello nazionale”, ma è anche “sorprendente, perché viene dopo una fase interessante di lenta ripresa dell’economia abruzzese nel primo semestre 2011, seppure le previsioni non siano così incoraggianti”.
Positivo, anche se non determinante, per Mauro, che l’Abruzzo sia stato declassato di soli due punti, mentre altri enti locali (e l’Italia) di tre. “È importante, ma non siamo i soli, anche altre nove Regioni scendono di soli due punti”.
“Il declassamento – spiega Mauro – si collega molto a quanto avvenuto in Italia, che coinvolge tre fili essenziali: la vulnerabilità dei titoli pubblici, la mancanza prospettive di crescita e la credibilità. Le Regioni non sono entità astratte, ma inserite in questo quadro nazionale complessivo”.
Quali saranno le ripercussioni concrete sul sistema economico regionale? Per Mauro, “il problema è l’aumento del costo del debito, un indicatore fondamentale, che si trasmette su come utilizzare i fondi Fas, perché fa emergere il problema del credito”.
Quali i correttivi? “Può darsi che una rimodulazione del problema del credito e interventi a breve termine per avviare un processo di crescita possano essere segnali per modificare il giudizio che, ricordo, non è irreversibile. Bando, comunque, al pessimismo ottuso o eccessivo”. (alb.or.)






