MONTORIO AL VOMANO – Era già rientrato nella fascia del “cratere” a seguito del sisma del 6 aprile 2009 per i danni subiti ma oggi, Montorio al Vomano si ritrova di nuovo con le difficoltà di allora e perfino peggiori a causa della violenta scosse dei giorni scorsi
Anche in questo comune di 8.8128 abitanti, come a Torricella Sicura (Teramo) e nei comuni e nelle frazioni limitrofe, ci sono crolli parziali, case inagibili e circa 560 sfollati.
Gianni Di Centa, il sindaco, racconta la concitazione e le paure di questi giorni la scossa è stata fortissima. “Devo dire con orgoglio che i miei cittadini hanno saputo mantenere la lucidità – afferma – Passata la paura, nel giro di poche ore abbiamo sistemato tutti grazie al prezioso aiuto dei volontari”.
Al momento, secondo quanto riferito dal sindaco, i tecnici hanno visionato 215 immobili dichiarandone l’inagibilità, nel comune stesso ci sono varie zone rosse che hanno costretto gli abitanti a trovare riparo per la notte presso alcuni alberghi della zona e al palazzetto dello sport “dove, grazie anche alla collaborazione e all’aiuto del sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, abbiamo allestito dei materassini per accogliere quanti non avevano dove andare”, racconta Di Centa.
Altri ancora stanno già chiedendo una soluzione abitativa oppure stanno alloggiando nelle seconde case.
“Ci troviamo davanti a questa situazione – spiega ancora Di Centa – alcuni immobili del centro storico non hanno subito danni, ma si trovano nelle vicinanze di case e tetti pericolanti, per questo motivi i tecnici e gli ingegneri hanno comunque dato il via all’evacuazione”.
Un centro, quello del comune teramano, ricco di storia e molto antico, il nome stesso viene dal latino e sta a significare monte d’oro, stemma raffigurato in tanti palazzi, del XV secolo, a oggi disabitati e lesionati.
Le scuole sono ancora chiuse, perché, come racconta ancora il sindaco, uno degli edifici ha dato esito B, con danni lievi, mentre sugli altri si sta ancora verificando; ma oltre alla paura, comprensibile, da parte dei genitori, c’è anche la necessità di effettuare dei lavori, per cui, come precisa “se tutto va bene dovremmo riaprire non la prossima settimana, ma magari tra una decina di giorni”.
In quanto comune del cratere, Montorio aspetta ancora del denaro per la ricostruzione fuori dai piani: “Sono stati stanziati circa 70 milioni di euro di lavori da realizzare, lavori che risalgono al terremoto del 2009”, prosegue il primo cittadino.
Il polo scolastico è stato finanziato sempre nel 2009 con una delibera Cipe, “ma non riusciamo a sbloccare la pratica, il bando è pronto deve solo essere approvato”, aggiunge.
Fino a pochi giorni fa le persone che hanno dovuto lasciare casa sono state assistite grazie ai volontari che da Montorio hanno raggiunto anche le frazioni di Leoniano Faiano Collevecchio Villamaggiori, che hanno avuto parecchi danni.
Venerdì scorso, inoltre, il sindaco ha voluto incontrare i cittadini e i commercianti per dicutere tutti insieme sulle ordinanze di sgombero e le problematiche conseguenti, per trovare tutti uniti delle soluzioni che non mettano in ginocchio l’economia.
Parole di fiducia e speranza anche per Di Centa che conclude auspicando in uno snellimento della burocrazia. “Conosco i miei concittadini e non intendiamo mollare – conclude – per quanto riguarda i soldi stanziati e quelli chea venire, voglio sperare che le procedure previste per il 2016 siano più celeri di quelle che si impantanarono e che aspettiamo dal 2009”.





