PESCARA – Cinque anni di reclusione: è la condanna inflitta dal Tribunale di Pescara all’ex sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo, imputato nel processo “Ciclone” su presunte tangenti negli appalti pubblici al Comune di Montesilvano ( Pescara).
La vicenda che nel 2006 portò all’arresto di Cantagallo, assessori e dirigenti comunali e imprenditori, conta in totale 39 imputati (32 persone e sette società).
Il pm Gennaro Varone aveva chiesto sei anni di reclusione. Secondo l’accusa a Montesilvano era stato innescato un meccanismo per l’elusione del contributo dei costi di costruzione.
Per quanto riguarda gli appalti dei lavori pubblici, invece, la Procura ritiene che venissero assegnati direttamente alle imprese dietro pagamento di somme di denaro.
LE ALTRE CONDANNE
Oltre all’ex sindaco Cantagallo, il tribunale di Pescara ha condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione l’imprenditore Duilio Vincenzo Ferretti; a 4 anni l’ex dirigente comunale dell’ufficio Urbanistica Ronaldo Canale; a 3 anni gli ex assessori Paolo Di Blasio e Guglielmo Di Febo; a 3 anni Michele Blasiotti; a 3 anni e 2 mesi l’ex assessore Attilio Vallescura; a 2 anni e 8 mesi Angiolo Barneschi; a 2 anni e 2 mesi Alfonso Di Cola; a un anno e 6 mesi l’ex vice sindaco Marco Savini, Fabrizio D’Addazio, Simonetta Giansante e Andrea Diodoro (pena sospesa).
Molti degli imputati condannati sono stati, comunque, assolti da alcuni dei reati contestati.
LE ASSOLUZIONI E LE PRESCRIZIONI
Sono stati, invece, completamente assolti l’ex sindaco di Montesilvano Renzo Gallerati, predecessore di Cantagallo; l’ex capo di gabinetto Lamberto Di Pentima; gli imprenditori Enio Chiavaroli, Gianni Ferretti, Antonio Camperchioli e Vladimiro Lotorio; l’ex assessore Cristiano Tomei; l’ex componente della squadra Mobile Salvatore Colangelo; la madre di Cantagallo, Maria Chiola; Giovanni Paglione, Luca Bitondo, Davide e Mario Loco, Ciro Di Santo, Alesio Carletti, Enzo Perilli, Giuseppe Pellegrini.
Assolte anche le sette società coinvolte nella vicenda. Per due di loro il tribunale ha inoltre disposto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione.
La prescrizione è stata dichiarata anche per reati contestati a Franco Falcone, Ronaldo Canale, Duilio Vincenzo Ferretti, Vincenzo Cirone e Giuseppe Di Pietro. Cirone e Di Pietro sono stati assolti per altri reati.
PER CANTAGALLO CORRUZIONE E ABUSO D’UFFICIO
Cantagallo è stato condannato per corruzione e abuso d’ufficio. Il collegio ha inoltre disposto nei suoi confronti l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
L’ex sindaco di Montesilvano (Pescara) è stato però assolto, perché il fatto non sussiste, dai reati di associazione per delinquere, favoreggiamento, calunnia, abuso edilizio, abuso d’ufficio, elusione dei costi di costruzione nonche’ da diversi episodi di corruzione.
È stato inoltre dichiarato il non doversi procedere per prescrizione per fatti di corruzione antecedenti all’aprile 2005.
Sempre il collegio ha disposto la confisca della somma di 50 mila euro che era stata sequestrata all’ex sindaco, disponendo inoltre il dissequestro e l’immediata restituzione allo stesso Cantagallo di somme e beni eccedenti. Il tribunale ha inoltre condannato Cantagallo e gli altri imputati al risarcimento di 200mila euro in favore del Comune di Montesilvano.
LE REAZIONI
Al termine della lettura della sentenza Cantagallo si è detto soddisfatto per l’assoluzione dal reato di associazione per delinquere.
“L’assoluzione per l’associazione per delinquere – ha sottolineato – era molto importante perché così cade il ‘sistema Montesilvano’. Quindi vuol dire che abbiamo lavorato per il bene della città. Spero – ha concluso – di essere assolto in secondo grado. Ero convinto di esserlo già oggi”.




