MONTESILVANO – E’ passato un mese quando nella sera dell’11 settembre in via Mosa a Montesilvano una abitazione oggetto di confisca venne assediata da uomini armati di pistole che aprirono il fuoco contro una famiglia.

I Carabinieri  di Montesilvano, dando oggi esecuzione all’ordinanza del giudice per le indagini preliminari  De Rensiis, hanno arrestato in carcere cinque presunti autori del raid, e un sesto indagato, appena diciottenne è finito ai domiciliari, per i reati di tentato omicidio e detenzione e porto in luogo pubblico di armi comuni da sparo.

L’abitazione è stata oggetto di confisca da parte dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

“Una vera e propria spedizione omicidiaria”, la descrive il gip  e si legge nella nota dei Carabinieri: “le indagini tempestivamente immediatamente virato verso la giusta direzione, permettendo non solo di capire le dinamiche di un movente legato a questioni sentimentali, ma soprattutto di giungere alla identificazione di tutti gli aggressori. E’ infine necessario evidenziare che l’opportuna diffusione delle informazioni relative ai fatti oggetto di indagine sopra descritti, in ragione della loro gravità e delle conseguenti innegabili ragioni di interesse pubblico alla loro conoscenza, non deve comunque far trascurare che si tratta di fatti e responsabilità riconosciute, allo stato, da un provvedimento cautelare, al quale farà seguito il necessario vaglio processuale, di guisa che prima della conclusione di tutti i gradi di giudizio gli indagati non possono essere considerati definitivamente colpevoli dei reati ipotizzati a loro carico”.