MONTESILVANO – “Finalmente possiamo leggere il regolamento delle primarie, su cui si baserà il finto rinnovamento della classe politica montesilvanese. Al regolamento è collegato un Manifesto etico che è un vero e proprio festival dell’ipocrisia”. Ad affermarlo è il segretario regionale di Prc, Marco Fars.
“Il manifesto garantisce solo la libertà dei singoli partiti di decidere sulle proprie liste. I buoni auspici in esso contenuti sulle candidature nelle liste sono palesemente contraddetti dall’articolo 3 del Regolamento di cui è parte. Infatti Pd, Sel e Idv, scelgono proprio nell’articolo 3 del regolamento di dare il via libera agli indagati nelle liste”.
“La lettura dei commi 3 e 7 non lascia spazio a dubbi, mentre per i candidati sindaci non sono ammessi gli indagati, per le liste, invece, si fa affidamento ai codici etici dei singoli partiti meno restrittivi. Basti citare il Codice etico del Pd che notoriamente prevede la possibilità per gli indagati per reati contro la pubblica amministrazione di essere candidati”.
“Lo stratagemma di affidare un potere di veto al candidato sindaco che dovesse risultare vincitore è una pura presa in giro. Ve lo immaginate un candidato ritirarsi o escludere delle liste a pochi giorni dalla competizione elettorale? Come direbbe Totò: ‘Ma mi faccia il piacere!'”
“Per fare una cosa seria bastava semplicemente estendere quanto si dice per i candidati sindaci anche alle liste elettorali. Ed è proprio la mancanza di tale regola, in un contesto come quello di Montesilvano, che è oltremodo scandaloso. Una sola parola può descrivere tali comportamenti: vergogna!”






