MONTESILVANO – Un bando di gara per i rifiuti, per far sembrare che l’amministrazione comunale “viaggi in modo pulito”, ed un ricorso della Ecoemme, di cui il Comune è socio di maggioranza, che consentirebbe di “lasciare le cose come stanno”.
È il “meccanismo” denunciato da Rifondazione Comunista di Montesilvano (Pescara), secondo cui “Cordoma non può prendere in giro i cittadini, non può cavarsela col gioco delle tre carte e dovrà rispondere politicamente, prima ancora che giuridicamente, di questa situazione”.
I particolari della questione sono stati spiegati, in conferenza stampa, dal segretario regionale del Prc, Marco Fars, e dal consigliere comunale Cristian Odoardi.
“La Ecoemme, di cui il Comune detiene il 49,86 per cento delle quote – hanno spiegato -, ha presentato ricorso contro la gara da 32,5 milioni di euro per l’affidamento del servizio di raccolta rifiuti. Lo stesso Comune di Montesilvano ha deliberato in Giunta di difendersi dal ricorso presentato dalla Ecoemme, ovvero da se stesso”.
La sola certezza, secondo Prc, è che la Deco, socio privato della Ecoemme, considerando i tempi della giustizia, “continuerà tramite la stessa Ecoemme a gestire la raccolta dei rifiuti urbani a Montesilvano e ad incassare i proventi della Tarsu”. Il risultato finale sarà un notevole “esborso di soldi pubblici. Si potrebbe arrivare ad un disastro economico – sottolineano – col rischio di ritrovarsi con i rifiuti in strada come a Napoli”.
“E’ possibile – si chiede Cristian Odoardi – che questa architettura sia stata pensata allo scopo di lasciare il sistema della raccolta dei rifiuti come è sempre stato, ovvero facendo lavorare il privato? Noi continueremo a vigilare”.





