MONTESILVANO – Lo scorso 23 dicembre hanno picchiato e sequestrato due ragazzi di Montesilvano (Pescara) obbligando uno dei due a vendere oggetti in oro in loro possesso e rilasciandolo dopo un violento pestaggio.
Questa mattina i quattro componenti della “baby” gang, tutti poco più che maggiorenni e residenti a Vasto (Chieti) sono stati arrestati dai carabinieri della Compagnia di Montesilvano, che hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Pescara.
I giovani arrestati dai carabinieri e condotti in carcere a Chieti sono Luis David Pollutri, nato in Colombia, 18enne, considerato la mente della banda, Lorenzo Storto, 18 anni, Graziano Di Guilmi, 18 anni, Cristian Pulina, 19 anni, tutti residenti a Vasto.
I quattro sono accusati, in concorso, dei reati di sequestro di persona, danneggiamento, lesioni, violenza privata, ricettazione e riciclaggio.
Avevano costituito una banda che, da Vasto, aveva rivali anche nel resto del territorio abruzzese. Ci sono anche giovani ragazzi sudamericani tra gli organizzatori e i capi di queste bande, i cui componenti si contraddistinguono per alcuni particolari: tatuaggi, tagli particolari sulle sopracciglia, abbigliamento ecc..
Il giovane pestato a dicembre ha riportato serie ferite giudicate guaribili in 30giorni.
I quattro sono stati rintracciati da una pattuglia di una stazione della compagnia Carabinieri di Ortona (Chieti), durante un ordinario controllo del territorio, trovati in possesso del danaro provento dei fatti illeciti e sottoposti a riconoscimento da parte delle vittime e dei testimoni.
L’AGGRESSIONE DEL 23 DICEMBRE
La notte del 23 dicembre, alle 4, è cominciato tutto all’uscita del locale “Hostaria Terzo Cerchio”, nel centro storico di Pescara.
La banda di vastesi ha accerchiato e preso sottobraccio un coetaneo (verosimilmente appartenente a una banda locale, composta da giovani di Montesilvano, sia di origine italiana che di origini sudamericane), ha picchiato il malcapitato con calci e pugni alla testa, provocandogli delle lesioni.
I motivi non sono chiari ma potrebbero essere legati a ruggini precedenti, ha detto in conferenza stampa il capitano Marinelli.
Il giovane è stato salvato da due amici che hanno messo in fuga il gruppo di Vasto e trasportato il ferito in ospedale. La banda è tornata alla carica poco dopo sequestrando un secondo giovane che stava accompagnando due ragazze (una è la sorella di Luis Pollutri), un componente dello stesso gruppo del primo ragazzo picchiato.
Lo hanno costretto a salire sulla loro auto, una Golf, e hanno chiesto informazioni sui componenti del gruppo, volendo raggiungere ciascuno a casa, avendo maldigerito la fuga e ritenendola un affronto, ma lui non ha parlato per cui è stato portato a Montesilvano, è stato costretto a scavare delle buche in terra alla ricerca di una pistola di cui si ventilava la presenza, poi è stato picchiato all’interno della Pineta di Montesilvano, con calci, pugni e bastoni staccati dalla staccionata dell’area verde, fino a perdere dei denti.
È stato quindi costretto a cambiarsi i vestiti sporchi di sangue, a casa, e una volta raggiunta l’abitazione di un altro componente del gruppo montesilvanese, i vastesi hanno creato danni all’edificio, con il lancio di pietre e vasi.
A quel punto i carabinieri sono intervenuti e hanno cominciato ad acquisire degli elementi sulla banda vastese, venendo a conoscenza della scomparsa del giovane montesilvanese finito sotto sequestro.
L’ultimo atto si è compiuto in due negozi di “Compro-oro”, a Chieti e Chieti Scalo, dove i vastesi hanno obbligato la vittima a vendere un consistente quantitativo d’oro (già in possesso della banda), usando il documento di riconoscimento del montesilvanese.
L’odissea del sequestrato è terminata alle 10.30 quando è stato rilasciato nei pressi dell’aeroporto, in stato confusionale, ed è stato recuperato da una pattuglia dei carabinieri.
Ha provato a non sporgere denuncia, forse perché voleva vendicarsi in autonomia. Poco dopo i vastesi sono stati fermati dai carabinieri di Casalbordino (Chieti) su una Volkswagen: avevano i soldi derivanti dalla vendita dell’oro (duemila euro) e uno scontrino del negozio (nascosto negli slip).
I due feriti sono stati giudicati guaribili in un lasso di tempo tra i venti e i trenta giorni. Il pm che ha seguito il caso è Giampiero Di Florio, il gip Luca De Ninis.





