MONTESILVANO – Una “sistematica disattenzione” nei confronti delle affissioni abusive, che ha portato alla mancata riscossione di oltre un milione di euro di tributi, tra diritti di segreteria e di istruttoria, e di sanzioni per gli illeciti.

Per questo la Corte dei Conti ha citato in giudizio l’ex sindaco di Montesilvano (Pescara), Pasquale Cordoma, gli ex assessori al Traffico, Claudio Di Emanuele, e al Bilancio, Emidio Di Felice, e il comandante della Polizia municipale Antonella Marsiglia.

L’inchiesta nasce da una relazione della polizia stradale di Pescara, che il 25 marzo 2013 ha segnalato alla Procura regionale della magistratura contabile “una fattispecie di danno erariale conseguente al fenomeno dell’abusivismo nel campo delle affissioni pubblicitarie”.

“Dai riscontri istruttori – scrive il vice procuratore generale Roberto Leoni nell’atto di citazione – è emerso che il Comune di Montesilvano, già in occasione dell’approvazione della delibera di Giunta relativa al piano pubblicitario delle insegne, dispose il censimento degli impianti pubblicitari presenti sul territorio, rilevando che dei 600 censiti, ben 543 fossero abusivi, cioè installati senza l’autorizzazione di cui al Codice della strada”.

“L’Ente – è scritto ancora nell’atto – non ha attivato efficacemente alcuna attività repressiva mediante la Polizia municipale, né le azioni di rimozione dei manufatti abusivi, tanto sulle aree private che su quelle pubbliche”.

Oltre che al Comune, per la Corte dei Conti ad essere stata danneggiata sarebbe anche la Regione, che “avrebbe sofferto un danno da abusive installazioni sul territorio demaniale di pertinenza idraulica del fiume Saline”.

A Cordoma, Di Emanuele, Di Felice e Marsiglia, la magistratura contabile imputa un danno erariale di 100mila euro.

Gli importi che costituiscono i mancati introiti, che la Corte dei Conti indica in 1.074.525 euro, alla luce di quella che lo stesso Leoni definisce “eccezionale difficoltà di una precisa determinazione dell’ammontare del danno patito dalle finanze comunali”, vengono solo in parte rivendicati: “La domanda risarcitoria ha tenuto in considerazione – si legge infatti nella citazione – gli effetti del decorso del tempo e la diffusione di condotte omissive su un vasto novero di soggetti succedutisi nel tempo ai diversi livelli di collocazione amministrativa e gestionale”.

Nel dettaglio, a Cordoma viene attribuito un danno di 30mila euro, a Di Felice e alla Marsiglia 30mila e a Di Emanuele 10mila.

Invitato a presentare deduzioni, l’ex sindaco ha sostenuto, tra le altre cose, “l’assenza di nesso causale tra le funzioni proprie del sindaco e i fatti produttivi di danno, concludendo con la richiesta di archiviazione del processo nei suoi confronti”. Analoghe le deduzioni di Di Emanuele e Di Felice, con quest’ultimo che ha anche sostenuto che “eventuali responsabilità omissive debbano essere individuate in capo agli organi comunali incaricati dell’accertamento delle infrazioni, non mai nei confronti degli organi di indirizzo politico”.

La Marsiglia ha infine rivendicato la “capillare attività sul territorio volta a reprimere gli abusivismi pubblicitari”.

L’udienza è fissata per il 10 gennaio 2017.