MONTESILVANO – I carabinieri della compagnia di Montesilvano (Pescara) sono stati informati nei giorni scorsi dell’avvenuto attacco informatico ai danni di un sito internet di un imprenditore della zona.
Il sito preso di mira dagli hacker è quello della ditta Iannelli Sicurezza & Automazione di via Verdi.
Il titolare, Roberto Iannelli, si è rivolto all’Arma per denunciare di essersi improvvisamente trovato di fronte, dopo aver acceso il computer, alla manomissione del sito della sua attività, presente in internet all’indirizzo www.iannellisicurezza.eu.
In base a quanto riferito dall’uomo ai carabinieri, ignoti hanno sostituito fraudolentemente i contenuti inseriti on line con un’altra pagina. Aprendo il sito l’uomo si è visto comparire la fotografia del noto dittatore iracheno Saddam Hussein, giustiziato nel 2006.
Nell’immagine il rais imbracciava un fucile e assieme alla fotografia sono state riportate frasi in lingua araba e in inglese. Il pirata informatico che si è occupato di questa impresa ha anche bloccato, di fatto, l’accesso al sito, oscurato a seguito della denuncia.
Dopo i primi accertamenti i carabinieri hanno appurato che il responsabile di tale incursione, la cui finalità è ancora da accertare, ha un nome in codice, “abu halil501”, che con ogni probabilità fa riferimento a quello di Abu Khalil, e quindi alla realtà palestinese e all’Olp.
Le indagini sono in corso e l’autorità giudiziaria è stata informata dall’Arma che sta procedendo in collaborazione con la polizia Postale di Pescara diretta da Pasquale Sorgonà.
I carabinieri invitano chiunque avesse subito attacchi del genere a sporgere denuncia considerato che simili azioni nascondono il tentativo di carpire dati sensibili attraverso la rete.
A raccontare come sono andate le cose è Roberto Iannelli.
“È stata un’esperienza spiacevole e preoccupante – dice Iannelli all’Agi – soprattutto perché abbiamo scoperto subito che si tratta di un hacker israeliano, che si è firmato e ha lasciato anche un indirizzo di posta elettronica, autore di imprese simili anche ai danni di multinazionali, in Europa e in America. Ci ha lasciato a bocca aperta il fatto che si sia dedicato al nostro sito. È facile pensare che lo abbia fatto perché ci occupiamo di impianti sicurezza (sistemi antintrusione, telecamere e antifurti), e potrebbe essere stata la parola sicurezza ad attrarre la sua attenzione”.
“La nostra azienda – aggiunge – lavora in tutta Italia e all’estero, per dei grandi gruppi e anche per uomini di Stato, e il sito internet per noi è fondamentale, è uno strumento di lavoro quotidiano (web mail, forum, schede tecniche, commercio elettronico) e contiene informazioni preziose. È costato più di 100 mila euro, viene gestito dall’esterno e ora è bloccato”.
“Stiamo cercando di capire che tipo di danni abbiamo subito e temo che si parli di circa 30 mila euro di danni. Vedendo l’immagine di Saddam e ascoltando il file audio con i suoi discorsi – conclude – ho pensato che si trattasse di uno scherzo di cattivo gusto ma poi ho capito che non era così e mi sono rivolto ai carabinieri”.






