L’AQUILA – Il Montepulciano d’Abruzzo figura al quarto posto nella classifica nazionale dei vini più venduti nella Grande distribuzione organizzata Gdo, ossia iper e supermercati, con 8 milioni e 833 mila litri, pari a circa 12 milioni di bottiglie, per un valore di 25,2 milioni di euro.
È quanto emerge dall’anteprima dell’indagine sulle vendite di vino nella grande distribuzione nel 2010, realizzata dall’istituto di ricerca Symphony Iri group per conto di Veronafiere, presentata questa mattina a Vinitaly (Verona 7-11 aprile 2011).
Il Lambrusco con 14,5 milioni di litri e il Chianti (12 milioni) precedono in classifica il Nero d’Avola (8,67 milioni) che supera di poco il Montepulciano d’Abruzzo (8,33 milioni). La ricerca evidenzia anche che il Montepulciano d’Abruzzo, il Trebbiano d’Abruzzo e il Cerasuolo d’Abruzzo sono nell’ordine i vini più venduti nei supermercati dell’Abruzzo e del Molise, e che il Trebbiano d’Abruzzo è il secondo vino più venduto anche nelle Marche, patria di importanti bianchi come il Verdicchio e il Falerio, e terzo in classifica nel Lazio.
Il Montepulciano d’Abruzzo invece si posiziona al secondo posto nel Lazio dopo il Chianti e al terzo posto addirittura nella Toscana dei grandi rossi (dopo Chianti e Sangiovese), così come in Basilicata-Calabria dopo Chianti e Nero d’Avola siciliano.
Le vendite di vino nei supermercati nel 2010 risentono della contrazione dei consumi e confermano le difficoltà dell’intero mercato nazionale del vino.
Il Montepulciano d’Abruzzo, rispetto al 2009, scende di 2,2% in volume e di 0,4% in valore; crescono, invece a livello generale, le vendite dei vini a denominazione d’origine (Doc, Docg e Igt: +2,3% a volume e +3% a valore) così come più significativo è l’aumento delle vendite delle bottiglie a denominazione d’origine della fascia di prezzo da 6 euro in su, che mettono a segno un + 11,2% a volume (e +10,8% a valore).
Non si è fatto attendere il commento dell’assessore all’Agricoltura, Mauro Febbo.“I dati – ha detto – dicono che la Gdo rappresenta il canale più importante con oltre il 60 per cento delle vendite totali del mercato e che funzionano i vini a Doc e quelli con indicazione di vitigno, perfettamente in linea con la nuova strategia attuata dall’Abruzzo”.
“Si tratta – ha proseguito – di un canale di vendita fondamentale anche all’estero che premia soprattutto il buon rapporto tra qualità e prezzo. Voglio tuttavia sottolineare che se è vero che ormai il consumatore abruzzese al supermercato compra orgogliosamente vino abruzzese, questo passaggio culturale deve sicuramente essere fatto anche per l’olio che subisce ancora la concorrenza sui prezzi ma al quale va riconosciuta una qualità superiore”.
Oggi sono stati consegnati i premi Cangrande Benemerito della Vitivinicoltura Italiana, assegnati dal Ministero delle politiche agricole e da Veronafiere a venti imprenditori sulla base delle indicazioni inviate nel gennaio scorso dalle singole regioni: per l’Abruzzo il Cangrande 2011 è stato consegnato ad Alessandro Nicodemi, produttore di Notaresco “per aver recato un determinante contributo allo sviluppo della vitivinicoltura e alla valorizzazione dell’enologia italiana”.
Soddisfatto per il riconoscimento Nicodemi. “Sono ovviamente felice – ha affermato – e ringrazio l’assessore Febbo e la regione Abruzzo per questo riconoscimento al lavoro della mia famiglia. È un premio che voglio condividere con mia sorella Elena che mi affianca in questa avventura da undici anni dopo la morte di nostro padre avvenuta in un momento che per la nostra giovane età di allora e per il boom del vino abruzzese è stato davvero un impegno molto gravoso ma ricco di soddisfazioni”.






