L’AQUILA – “È un controsenso, agli occhi dei frequentatori della montagna, la massiccia presenza delle forze di polizia e soprattutto del Corpo Forestale dello Stato (Cfs) sulle piste da sci, con la quasi totale assenza in montagna nel periodo estivo, quando i frequentatori sono moltissimi e dovunque, mentre nella stagione invernale sono molto meno e soprattutto concentrati nei bacini sciistici”.

La denuncia dei forestali della Funzione pubblica della Cgil fa scoppiare il caso dell’ambìto servizio di pattugliamento delle piste da sci, per il quale salgono in quota gli agenti in divisa di tutti i Corpi, mentre la sicurezza sulle montagne abruzzesi viene lasciata nelle mani di un manipolo di persone durante la bella stagione.

Sullo sfondo ci sono le tensioni in atto tra le forze di polizia, soprattutto tra forestali e carabinieri alla luce dell’imminente fusione prevista dalla riforma della Pubblica amministrazione, alla quale si oppongono con veemenza gli agenti specializzati nella difesa del patrimonio ambientale.

Molte segnalazioni, al contrario, arrivano nella stagione estiva, quando soprattutto le mete più gettonate diventano terra di nessuno. È il caso di Campo Imperatore, con il piazzale dell’albergo dove regna l’anarchia con parcheggi selvaggi che in più occasioni, come ha denunciato anche AbruzzoWeb, hanno impedito persino l’atterraggio dell’elisoccorso del 118.

“A giudicare dalla pessima organizzazione del ‘servizio piste da sci’ – denuncia a questo giornale Ezio Di Cintio, della delegazione trattante nazionale Fp Cgil-Cfs – la dirigenza del Corpo Forestale dello Stato della regione Abruzzo, sembra non tenere in adeguata considerazione la gestione delle risorse umane ed economiche”.

Servizio, ricorda, “regolato dalla legge 363 del 14 dicembre 2003 (Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo), e la presenza delle forze di polizia che svolgono il servizio di vigilanza e soccorso sulle piste è molto importante per la sicurezza dei cittadini che praticano questo sport”.

Più di sessanta i forestali attualmente impiegati a rotazione sui campi da sci d’Abruzzo, cui si aggiungono poliziotti, carabinieri, finanzieri, persino militari dell’Esercito e vigili urbani.

Come a Campo Imperatore, dove degli agenti della Polizia municipale dell’Aquila non c’è ombra l’estate, quando servirebbe tenere sotto controllo gli automobilisti indisciplinati (decine, solo l’estate scorsa, i verbali elevati dalla forestale), mentre sono costantemente presenti durante la stagione sciistica.

Si finisce per avere “sovrapposizioni incomprensibili e irrazionali”, denuncia Di Cintio, con vere e proprie “parate che finiscono per essere anche di cattivo gusto”. Un servizio che, invece, “potrebbe essere svolto con meno personale adeguatamente abilitato e distaccato per l’intera stagione invernale”.

“Bisogna anche ricordare che L’Ente Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga – conclude Di Cintio – non ha mai predisposto una segnaletica adeguata, che richiami le principali norme di salvaguardia e divieti, soprattutto nelle zone ad alta frequentazione turistica estiva del Parco, non agevolando il lavoro degli agenti forestali”.

In Abruzzo sono 600 gi agenti forestali, con le stazioni di montagna che restano spesso sguarnite mentre vengono rafforzati sempre di più i comandi stazione a valle. Elementi che destano qualche imbarazzo all’interno dello stesso Corpo, impegnato nella battaglia contro l’accorpamento alla Benemerita.