L’AQUILA – “La destra aquilana continua a dimostrarsi imbarazzante: invece di affrontare i problemi reali della città, se la prende con i più deboli – persone che fuggono da guerre e miseria – e con chi, ispirandosi ai valori cristiani e al messaggio del Vangelo, cerca di offrire aiuto e accoglienza”.
Così, in una nota, la consigliera Pd al Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane che interviene in merito alle polemiche sulla situazione migranti, con uno scontro in atto da giorni tra il centrosinistra e l’assessore all’Urbanistica Francesco De Santis, della Lega, a seguito della diffida a realizzare un dormitorio all’interno della struttura di San Bernardino in Piazza d’Armi.
Di seguito la nota completa.
“Il messaggio di Cristo è chiaro: dare da mangiare agli affamati, accogliere lo straniero, prendersi cura degli ultimi. Evidentemente, per qualcuno il catechismo è stato dimenticato.
Secondo gli amministratori comunali di destra, a L’Aquila non deve esistere una struttura di accoglienza. Non si può utilizzare la chiesa di San Bernardino perché “non autorizzata”. Ma allora qual è la soluzione? Cosa sta facendo il Comune per affrontare l’emergenza freddo e la condizione dei senza fissa dimora? Si pensa davvero che lasciare le persone per strada, al gelo, sia una risposta accettabile? O che intasare il pronto soccorso con persone malate e disperate risolva il problema?
Basta comunicati e propaganda: servono atti amministrativi concreti. Per questo ho chiesto al Presidente Frullo di convocare immediatamente la riunione della Terza Commissione consiliare, alla presenza degli assessori competenti, affinché si affronti e si risolva il problema nelle sedi istituzionali deputate, invece di continuare a inondare le redazioni di comunicati stampa, peraltro spesso contraddittori tra loro.
Ad oggi, l’unico atto prodotto dall’amministrazione è un ordine di demolizione per la chiesa di San Bernardino, una struttura realizzata nel post-terremoto proprio per accogliere i più fragili. Un fatto grave e simbolicamente devastante per una città che si definisce Capitale italiana della Cultura.
Dopo tre anni di governo Meloni e otto anni di amministrazione Biondi, la situazione sociale a L’Aquila è nettamente peggiorata. In un Paese normale si costruirebbe un sistema di accoglienza dignitoso e utile anche alla comunità: assistenza, formazione, avviamento al lavoro, regole chiare, gestione rigorosa e, quando necessario, anche espulsioni. Umanità e legalità possono e devono convivere.
La destra aquilana sa che il governo Meloni, con il decreto flussi, ha previsto 500 mila ingressi per lavoro tra il 2026 e il 2028? Quanti di questi lavoratori sono previsti a L’Aquila? In quali settori? Con quali percorsi di accoglienza e integrazione? Nessuna risposta.
Il dormitorio pubblico non è una concessione ideologica: è una soluzione adottata in centinaia di città italiane, anche governate dalla destra. In Abruzzo esistono esempi concreti come Pescara e Giulianova, dove strutture pubbliche rispondono a bisogni reali senza creare alcun allarme sociale.
La destra ha vinto le elezioni promettendo sicurezza e blocco dell’immigrazione, promesse che non solo non sono state mantenute, ma smentite dai fatti: i flussi sono aumentati. Intanto, 670 milioni di euro vengono spesi nei centri in Albania, mentre si continua a ignorare il dramma dei senza fissa dimora, del disagio sociale e psichico, e la necessità di allontanare i soggetti realmente pericolosi.
Lasciare un migrante per strada è davvero più sicuro che inserirlo in un circuito di accoglienza ordinata e controllata? Le cosiddette “zone rosse” e i DASPO urbani servono solo a spostare il problema dagli occhi dei cittadini, parlando alla pancia dell’elettorato, senza risolvere nulla.
E infine la questione morale. In una città che celebra la Perdonanza e richiama la figura di Celestino V, che senso ha riempirsi la bocca di fede, salire sui palchi con papi, cardinali e vescovi, e poi negare un riparo a chi rischia di morire di freddo?
Perché rifiutare la proposta, semplice e umile, di aprire in emergenza la chiesa di San Bernardino per accogliere i rifugiati? Perché minacciare la demolizione di una chiesa nata per accogliere i più fragili?
Il Vangelo è inequivocabile: “Ero straniero e mi avete accolto”. A L’Aquila, invece, per questa destra la Chiesa non accoglie, non scalda, non nutre, non salva. Serve solo per esibizione e propaganda.
Né buoni amministratori, né buoni cristiani.





