L’AQUILA – Un hub unico regionale o anche uno per provincia, in caserme o altri edifici pubblici inutilizzati, che funga da centro di prima accoglienza per i migranti. Stop invece all’indiscriminato business dell’accoglienza da parte dei privati, con cancellazione dei finanziamenti per le attività turistiche, e introduzione dell’obbligo di rendicontazione.

Sono alcune delle proposte del Gruppo di Forza Italia all’Emiciclo al centro del Consiglio regionale straordinario di oggi pomeriggio convocato su richiesta degli azzurri per discutere delle “Analisi sulle corrette politiche della Regione Abruzzo per la gestione dei flussi migratori”, che intende apportare sostanziali modifiche ad un sistema di accoglienza incentrato su 77 strutture gestite dalle associazioni e dalle onlus che hanno risposto ai bandi delle Prefetture e che attualmente accolgono circa 3mila migranti,.

“A Montesilvano si accolgono 500 migranti in poche centinaia di metri, ci sono cooperative e associazioni – ha attaccato in conferenza stampa il capogruppo Lorenzo Sospiri – che affittano bettole e le riempiono di povera gente, pur di intascare 35 euro pro capite al giorno. Paesini che da un giorno all’altro si vedono piombare in alberghi migranti in numero non sostenibile per piccole comunità”.

“Abbiamo tante strutture pubbliche per fare un hub regionale, fatta eccezione del capoluogo L’Aquila. Da lì poi si potrà smistare chi davvero ha diritto all’accoglienza, che ha lo status di profugo in altre strutture, e in questo modo si risolveranno tanti problemi, ci sarà maggior controllo e organizzazione nel processo da parte delle prefetture”.

L’albergatore che fattura con l’accoglienza, poi, secondo Sospiri non può avere più il diritto di accedere anche ai finanziamenti a sostegno dell’attività turistica.

La Regione “si deve far carico inoltre di proporre al governo di approvare la proposta di legge 316 del 2016, che impone l’obbligo di rendicontazione delle spese dei soggetti privati che si occupano dell’assistenza dei profughi”

“Sono oltre 3mila gli immigrati arrivati fino ad oggi in Abruzzo – ha detto Sospiri -. Secondo i dati delle 4 prefetture, è il Teramano ad accoglierne il maggior numero con 781 unità, segue Chieti dove fino ad oggi ne sono arrivati 747, la strutture aquilane ne ospitano invece 721 mentre quelle pescaresi 693. Stiamo assistendo al fenomeno dilagante dell’acquisizione di strutture da parte di privati nei piccoli centri di tutte le provincie creando evidenti difficoltà ai sindaci nella gestione del fenomeno e grande preoccupazione per i cittadini che dal giorno alla notte si vedono arrivare presunti profughi spesso in contrade da pochissimi residenti; ciò avviene perché la Regione non svolge un’azione di organizzazione della prima accoglienza e di smistamento coordinato sui territori”.

“Per questo vogliamo che la Giunta D’Alfonso prenda coscienza di questo problema e comprenda la necessità di creare un Hub regionale che garantisca la prima accoglienza e la regolamentazione dei requisiti strutturali ed organizzativi delle strutture di accoglienza per adulti e minori extracomunitari”.

“Riteniamo necessario coordinare l’accoglienza con i sindaci al fine di una gestione più accurata del problema, di calmierare il mercato in modo da poter regolamentare quello che è diventato un vero e proprio business, di istituire l’obbligo anche per i provati della rendicontazione delle spese sostenute”.

“Inoltre quanto mai indispensabile l’acquisizione dei dati reali del numero dei decreti di allontanamento emessi nei confronti dei Cas (Centri di accoglienza straordinaria). In base ai dati a nostra diposizione, solo il 15% circa dei richiedenti asilo vedono accolta la propria domanda. Questo rappresenta un vero e proprio problema di sicurezza: in provincia di Pescara ad esempio si sono registrati circa 300 allontanamenti di persone di cui non conosciamo il destino, che cosa facciano, di come e dove vivano. Non si può sottovalutare tali questioni – ha concluso Sospiri – per questo oltre a un atto di denuncia la nostra vuole essere anche un’azione propositiva”.

“La mancanza di un hub regionale è il problema principale – ha aggiunto Emilio Iampieri, presidente della Commissione speciale su fenomeno immigratorio – per gestire i flussi che arrivano su input delle prefetture. È bene ricordare inoltre che esistono solo due Commissioni, a Bari e Ancona, che esaminano le richieste di asilo e verificano i requisiti per lo status di rifugiato”.

“I lavori vanno molto a rilento e si riescono ad ascoltare solo 8 persone al giorno. Per questo il Ministero su nostra richiesta sta valutando la possibilità di autorizzare la costituzione di una sotto commissione in Abruzzo in modo da velocizzare le procedure. Per quanto riguarda l’individuazione di una struttura nella quale costituire l’hub regionale si potrebbe pensare a una struttura pubblica, magari una ex caserma, in modo da affrontare la sistemazione dei presunti profughi in tutta serenità evitando confusione e tensione sociale; tra l’altro nella maggior parte dei casi i cosiddetti Cas sono strutture non idonee. A questo proposito non si esclude una collaborazione con la Regione Molise”.

In conferenza stampa anche i consiglieri Gianni Chiodi, presidente emerito della Regione, Mauro Febbo, Paolo Gatti e Mauro Di Dalmazio di Abruzzo Futuro.