L’AQUILA – Un Consiglio regionale urgente sulla crisi dello stabilimento Micron di Avezzano (L’Aquila): lo chiede il coordinatore abruzzese di Sel, Gianni Melilla.
“La crisi della Micron di Avezzano è grave sia nel suo aspetto quantitativo (ben 700 esuberi) che in quello qualitativo colpendo una delle aziende più importanti d’Italia in un settore strategico dell’industria manifatturiera. Non a caso la Regione Abruzzo ha dato alla Micron il ruolo di capofila nel progetto del Polo di Innovazione sulle Tecnologie dell’Informazione e Comunicazione”.
“È necessario che la Regione intervenga a livello nazionale per chiedere al governo un intervento pubblico deciso e risolutivo in un settore strategico per la nostra industria nazionale. A supporto di tale iniziativa Sel chiede la convocazione immediata di un Consiglio regionale straordinario dedicato alla crisi della Micron e alle proposte concrete di una via di uscita che salvaguardi occupazione e sito industriale”.
“Sel condivide la proposta di un consorzio tra più soggetti industriali che vogliano investire sul sito marsicano – aggiunge Melilla – Lo stabilimento di Avezzano può essere una foundry di servizio per tutte quelle aziende che necessitano di produrre componenti di supporto a 200 millimetri e che non hanno la capacità di sostenere investimenti enormi”.
“La Micron deve completare il processo dei sensori di immagine Cfa con la garanzia di un battente produttivo che possa garantire un’alimentazione degli impianti sufficiente al mantenimento delle produzioni. Attraverso questo impegno di Micron altri soggetti industriali potrebbero calibrare gli investimenti necessari per consentire la diversificazione dei prodotti da realizzare”.
“Il consorzio, con l’impegno essenziale di Micron, deve creare ad Avezzano un laboratorio di ricerca e sviluppo. Il consorzio di imprese consentirà una equa ripartizione delle spese di investimento e di gestione del personale. La promozione di questo consorzio per l’evidente importanza strategica nazionale deve far capo al ministro delle Attività produttive cui compete la responsabilità della politica industriale italiana”.
“La Regione deve giocare un ruolo di supporto per le infrastrutture necessarie e per i processi di formazione. La salvaguardia dell’occupazione e di un sito industriale così importante non deve vedere la Regione, cioè la massisma istituzione abruzzese, latitante o distratta”.



