L’AQUILA – “Questa proposta di mediazione? La stanno vedendo i miei funzionari e tecnici”.
Non si sbilancia il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, sulla mossa della società realizzatrice della metropolitana di superficie mai nata, la Costruzione gestione reti tranviarie Srl (Cgrt) dell’imprenditore Eliseo Iannini, di presentare un’istanza all’Organismo di mediazione forense del capoluogo per transare e chiudere l’ormai annosa vicenda.
L’udienza è stata già fissata al prossimo 15 maggio, per tentare di porre fine alla storia che sembrava essersi conclusa lo scorso 20 marzo, dopo il no dal parte del tribunale amministrativo abruzzese al ricorso presentato dalla Cgrt contro la delibera della Giunta comunale con cui veniva disposto l’annullamento della concessione per costruire la tramvia, la grande incompiuta aquilana.
Un’opera da 30 milioni di euro il cui progetto è datato 2001 e da allora al centro di feroci polemiche e attacchi politici, sfociati anche in controversie legali.
“Loro hanno fatto i loro passi, noi facciamo in nostri, nel rispetto di leggi e procedure – dice Cialente – Ogni cosa viene inoltre monitorata dalla Procura della Repubblica, che ha scelto tempo fa di acquisire gli atti. Una scelta un po’ ‘strana’, ma noi comunque mandiamo ciò che ci viene richiesto”.
Il riferimento è all’apertura di un fascicolo, un mese e mezzo fa, dalla magistratura in seguito alla proposta del Comune all’imprenditore, mai fatta formalmente, della somma di 6,5 milioni di euro, quantificata sulla base di due perizie redatte dai consulenti Vincenzo Cerulli Irelli, noto avvocato, che ha fatto una stima di oltre 8 milioni, e Donato Carlea, ex provveditore interregionale alle Opere pubbliche Lazio-Abruzzo-Sardegna, che nei suoi conteggi propone poco più di 5 milioni per chiudere.
Dopo il no del Tar, i legali della Cgrt Massimo Manieri e Claudio Verini, stanno valutando anche il ricorso al Consiglio di Stato. “Dobbiamo ancora approfondire – aveva spiegato in tal senso l’avvocato Verini – e non abbiamo scelto a livello processuale quale possa essere il prosieguo”.
L’istanza di mediazione da parte della Cgrt propone una somma importante, 25 milioni di euro, da parte del Comune, che invece ha rilanciato con i 6,5 milioni.
Alcuni consiglieri comunali, capeggiati da Giustino Masciocco di Sinistra ecologia libertà, avevano insinuato dubbi sull’effettiva spesa fatta dalla società sull’opera, e con una mozione in Consiglio avevano invitato l’amministrazione a fare un’indagine approfondita per verificare se il 40% delle opere della metropolitana di superficie sia stato finanziato dal privato Cgrt a fronte del 60% di fondi pubblici trasferito. Elisa Marulli





