L’AQUIA – “Cgrt, già concessionaria del servizio di trasporto pubblico di massa della città di L’Aquila, con il patrocinio degli avvocati Claudio Verini e Massimo Manieri ha inoltrato appello dinanzi al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar dell’Aquila sulla vicenda della metropolitana di superficie”.

Come anticipato ieri da AbruzzoWeb, la società che avrebbe dovuto gestire la mai nata metro aquilana ufficializza il ricorso all’organo di secondo grado della giustizia amministrativa, in una nota diffusa dall’avvocato Manieri in cui la società dell’imprenditore aquilano Eliseo Iannini auspica anche “un tavolo di definizione transattiva della vicenda”.

LA NOTA COMPLETA

In particolare, la società ha rinnovato la sua istanza di recupero dei costi sostenuti per l’esecuzione dell’opera sino all’atto dell’annullamento, ribadendo la sussistenza della giurisdizione amministrativa anche sugli aspetti risarcitori e/o indennitari, quali conseguenza diretta della lesione del legittimo affidamento incolpevole di Cgrt negli atti di gara formalizzati dal Comune di L’Aquila.

È infatti necessario ribadire che Cgrt deve essere ritenuta estranea alla formazione degli atti della gara europea ritenuti dalla Corte Europea illegittimi, in quanto atti predisposti esclusivamente a iniziativa della dirigenza comunale e approvati dagli organi di Giunta comunale.

Cgrt, sul punto, prende atto che finalmente anche l’assessore alla Trasparenza e alla Legalità del Comune di L’Aquila, (Nicola Trifuoggi, ndr) in un’intervista concessa ai media regionali ha assunto, seppure dopo parecchi anni, una ferma posizione affermando che gli atti saranno re-inviati alla Corte dei conti per la valutazione di sussistenza di eventuale responsabilità contabili, evidentemente prescritte.

Cgrt evidenzia peraltro che nelle medesime eventuali responsabilità potrebbero incorrere anche gli attuali dirigenti e la stessa Giunta capitanata da Cialente; della necessità di indennizzare la Cgrt per i costi affrontati vi è infatti certezza già nella delibera di annullamento della concessione, risalente al lontano 2009, in cui si stanziavano addirittura delle somme a bilancio, posizione peraltro ripetutamente legittimata da tutti i pareri tecnico-legali (prof. Cerulli Irelli, dott. Carlea, avv. Pirozzolo, Rup Cafaggi) acquisiti dal Comune sia prima che dopo l’annullamento stesso; non v’è dubbio che da quella data i danni vadano giornalmente ad aumentare sia sotto il profilo dei costi di gestione di una società mono-scopo sia sotto l’aspetto degli interessi e svalutazione e che il cincischiare della politica, accompagnato dall’eterno rinviare della dirigenza, non ferma lo scorrere del tempo.

Considerata l’omologa indicazione di Giunta comunale, che aveva espresso già nel 2012 il proprio indirizzo politico nel senso della necessità di definizione dei rapporti con la concessionaria, Cgrt auspica che, nella pendenza dei procedimenti giurisdizionali, anche di quelli ulteriori che si andranno ad attivare, sia riattivato un tavolo di definizione transattiva della vicenda.