PESCARA – È in arrivo in Italia la terza ondata di caldo africano dell’anno: da oggi, secondo iLMeteo.it, sono previsti fino a 39 gradi in Val Padana ed entro il weekend 40 gradi a Oristano e 39 anche in Puglia e Toscana. E l’Oms avverte: “Altre settimane letali potrebbero attendere l’Europa”.

In Abruzzo ei prossimi giorni estate ancora a pieno regime con tanto sole e caldo progressivamente più intenso, a causa dell’espansione di un nuovo promontorio anticiclonico subtropicale sull’ovest Europa.

Il medio versante Adriatico sarà comunque in una posizione marginale, fattore che favorirà la formazione di qualche temporale di calore tra pomeriggio e prima serata sull’Appennino, specie quello abruzzese.

In un primo momento il caldo sarà ancora accettabile, ma in intensificazione più decisa da metà settimana; sull’entroterra si torneranno a superare picchi di 34-36°.

Attesa l’impennata dei bollini arancioni nel bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute. I bollini arancioni aumenteranno a 10 tra cui Pescara assieme a Firenze, Ancona, Bologna, Brescia, Milano, Perugia, Pescara, Torino, Venezia e Verona.

L’ALLARME DELL’OMS 

“Per questa settimana si prevedono temperature fino a 43 gradi in Portogallo e nel sud della Spagna. La Francia e i Paesi del Benelux (Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo) si preparano ad affrontare un’altra impennata delle temperature, mentre alcune aree dell’Asia centrale stanno soffocando sotto un caldo che raggiunge i 40 gradi”.

È allarme che arriva dall’Oms Europa nelle parole del suo direttore Hans P. Kluge, che ha convocato ieri una riunione di emergenza con la partecipazione di 41 Stati e della Commissione europea.

“L’incontro ha dimostrato chiaramente come i Paesi stiano affrontando il caldo estremo con la dovuta serietà – ha precisato Kluge in una nota finale – considerandolo una vera e propria emergenza di sanità pubblica e non un semplice fenomeno meteorologico. L’ordine del giorno era preciso: cosa ci ha insegnato l’attuale ondata di caldo e siamo pronti per ciò che ci aspetta? Le risposte hanno evidenziato sia progressi concreti sia lacune che non possiamo permetterci di ignorare”.

“I Piani d’azione per la salute in caso di ondate di calore salvano le vite umane – ha aggiunto Kluge – I paesi dotati di tali piani hanno risposto tempestivamente, coordinandosi efficacemente tra i vari attori coinvolti e proteggendo al meglio la popolazione”. Il direttore generale dell’Oms Europa ha citato l’Italia: “Il sistema italiano di sorveglianza della mortalità, attivo in 45 città, è in grado di fornire ai decisori dati quasi in tempo reale per tutta la durata della crisi”. Poi ha elencato altri piani messi in campo.

“La Spagna ha collaborato direttamente con i media per migliorare la comunicazione al pubblico sui rischi sanitari legati al caldo. L’Austria – ha proseguito il Dg – ha attivato il proprio piano aggiornato, ha introdotto normative per la protezione dal caldo dei lavoratori e ha integrato le strutture di coordinamento nazionali e regionali. In Belgio, la fase di massima allerta è stata attivata solo per la seconda volta dal 2020. La Francia ha dimostrato come il coordinamento intersettoriale abbia contribuito ad alleviare la pressione sul sistema sanitario e a rafforzare la risposta complessiva all’emergenza caldo. La Macedonia del Nord ha collaborato con le squadre della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa per raggiungere le persone senza fissa dimora”.