L’AQUILA – “Nonostante la Snam abbia ottenuto le dichiarazioni di compatibilità ambientale e di pubblica utilità (entrambe impugnate davanti al Tar Lazio) la partita sul metanodotto e sulla centrale di compressione è più che mai aperta perché l’ultima parola, quella decisiva, spetta alla politica. Un ruolo fondamentale ce l’ha la Regione”. E’ quanto scrivono i comitati per l’ambiente che si oppongono alla realizzazione del metanodotto Snam e della centrale di compressione a Sulmona (L’Aquila).
“Se il Consiglio Regionale approverà la risoluzione di contrarietà all’attuale progetto Snam e quindi sarà negata l’intesa con lo Stato, si aprirà uno scenario nuovo: la legge stabilisce, infatti, che nei sei mesi successivi dovrà essere studiato un progetto alternativo.
Questo significa che è tecnicamente possibile individuare un tracciato diverso da quello della dorsale appenninica”.
“E’ fondamentale, perciò, che nella seduta di martedì 18 ottobre il Consiglio Regionale approvi la risoluzione che è iscritta all’ordine del giorno”.
“La Regione non può disattendere la volontà unanime che viene dal territorio: Provincia, Comuni e Comunità Montana”.
“Martedì 18 i cittadini si recheranno all’Aquila, al Consiglio Regionale, per sostenere le giuste ragioni del territorio ed ottenere l’approvazione della risoluzione”.
“Ma è necessario che alla guida dei cittadini ci siano i Sindaci, i Presidenti della Provincia e della Comunità Montana Peligna, i parlamentari, gli amministratori e consiglieri provinciali e comunali, cioè tutti coloro che sono stati eletti per tutelare il bene comune e che, pertanto, non possono mancare di adempiere il loro dovere istituzionale”.
“Ciascuno sarà giudicato per quello che avrà fatto o non fatto per difendere la dignità e i diritti inalienabili della nostra comunità”.
“Dignità e diritti che nessuno può impunemente calpestare”.





