L’AQUILA – Per legittimare il no alla costruzione del metanotodotto nelle zone interne dell’Abruzzo, l’opposizione in Consiglio regionale chiede al Collegio per le garanzie statuarie dell’ente un parere sulle prerogative dell’azione regionale in riferimento alla proposta di legge regionale 240 del 2011.

“La proposta di legge – spiega in una nota Giovanni D’Amico (Partito democratico), vice presidente del Consiglio regionale – che introduce l’incompatibilità degli oleodotti e gasdotti di diametro superiore o uguale a 800 millimetri e lunghezza superiore a 40 chilometri nelle zone sismiche di prima e seconda categoria oltre che nelle aree naturali protette, in quelle sottoposte a vincolo paesaggistico e nelle aree Sic (Sito interesse comunitario, ndr), potrebbe fermare la costruzione del metanodotto il cui tracciato corre parallelo e interseca pericolosamente faglie attive dell’Appennino Centrale”.
 
“E inoltre – continua – alla luce della risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 18 ottobre, riaprire il dibattito sul metanodotto Snam consentendo soluzioni alternative a tutela del paesaggio, della salute e della sicurezza dei cittadini”.
 
“Riteniamo – aggiunge l’assessore – che sussistano in pieno le competenze concorrenti della legislazione regionale in ordine alla tutela della salute, alla  protezione civile e alla salvaguardia del tutela ambientale”.
 
“In tal senso – conclude D’Amico – confidiamo in un parere favorevole del Collegio per le garanzie statutarie consentendo di fugare ogni dubbio per la rapida approvazione della legge stessa”.
 
Oltre al Pd, la proposta è firmata dai consiglieri regionali dell’Italia dei valori, Sinistra ecologia libertà, Comunisti italiani e Rifondazione.