ROMA – “Chiediamo se i vertici Rai siano a conoscenza di quanto accaduto a proposito dello speciale di Rainews 24 su Matteo Messina Denaro realizzato dall’inviata Valeria Ferrante e quali iniziative intendano assumere al fine di tutelare il lavoro giornalistico della inviata Valeria Ferrante, considerata la delicatezza della questione. Vogliamo altresì esprimere la nostra più sentita solidarietà e vicinanza alla giornalista”.
È quanto chiedono con un atto di sindacato ispettivo i componenti Pd della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai.
La questione, in particolare, spiegano i parlamentari, riguarderebbe “la diffida della legale Lorenza Guttadauro, anche nipote del boss Matteo Messina Denaro, dopo l’arresto rinchiuso al 41bis nel carcere di Preturo all’Aquila, rispetto ad una registrazione di una sua conversazione telefonica già andata in onda pochi giorni dopo l’arresto del capo mafia negando di aver dato il consenso alla messa in onda della stessa”.
Per i componenti Pd della Vigilanza l’ “atteggiamento da parte dell’avvocata Guttadauro sembrerebbe aver creato imbarazzo nella testata del servizio pubblico, con il serio rischio di mortificare il lavoro della giornalista e di esporla oggettivamente a pericoli ulteriori per quel che riguarda il suo lavoro”.
Sulla vicenda interviene anche Mari Albanese, responsabile del dipartimento “Antimafia sociale” del PD Sicilia che esprime solidarietà alla giornalista palermitana Valeria Ferrante.
“La libertà di stampa – dice Albanese – è un diritto inalienabile. La diffida da parte di Lorenza Guttadauro, nella duplice veste di nipote e avvocato del boss Matteo Messina Denaro è inaccettabile e soprattutto pericolosa. Il tentativo di mettere il bavaglio alla libertà di parola ed espressione ci riporta dentro al vortice degli anni più’ bui di cosa nostra. Quando il coraggio delle inchieste era tra i nemici numero uno della mafia”.
Francesco Palese segretario di UNIRAI scrive: “Il libero sindacato dei giornalisti esprime solidarietà e sostegno alla collega Valeria Ferrante diffidata dall’avvocato Lorenza Guttadauro già difensore di Matteo Mesina Denaro. Il legale sostiene che una sua intervista telefonica realizzata dalla Ferrante, sarebbe stata impiegata in maniera non consensuale in uno speciale sulla mafia”.
“Il comportamento della collega Ferrante è stato assolutamente corretto e si sia svolto pienamente all’interno della cornice deontologica che caratterizza usualmente il lavoro dei giornalisti del servizio pubblico”.
UNIRAI esprime altresì “stupore per l’intervento del Partito democratico in difesa della collega Ferrante ricordando come non spetti ad un partito politico tutelare un giornalista del servizio pubblico in una vertenza legale dato che tale compito è già pienamente svolto dal direttore di testata Paolo Petrecca, dagli uffici legali dell’azienda e in ultima analisi anche dalle organizzazioni sindacali di categoria che, come la nostra, si sentano chiamate a farlo”.




