L’AQUILA – Due interpellanze sono state presentate dal deputato abruzzese di Sel, Gianni Melilla, al Ministero degli Affari esteri e a quello dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, rispettivamente sullo stato delle indagini sull’uccisione del giornalista di Radio Radicale Antonio Russo e sulla situazione critica dell’istituto di ricerca Negri sud.
Le riceviamo e pubblichiamo integralmente.
ANTONIO RUSSO
Il 16 ottobre del 2000 fu ritrovato il cadavere del giornalista di Radio Radicale Antonio Russo,nato a Francavilla a Mare il 6 giugno 1960, vicino al villaggio di Udzharma, a 25 chilometri da Tiblisi, capitale della Georgia, che da pochi anni era diventata uno Stato indipendente, dopo aver fatto parte dell’URSS;
dall’autopsia è risultata la natura violenta della morte di Antonio Russo: “il torace fracassato, due costole rotte con il colpo netto di un’arma che assomiglia ad una mazza di ferro…”, il suo assassinio è stato particolarmente crudele e probabilmente preceduto anche da torture.
A tutti gli ambienti giornalistici, istituzionali e diplomatici era nota l’attività di Antonio Russo e le sue corrispondenze dalle zone di guerra dell’Est europeo e anche dell’Africa, in Burundi. A lungo era stato l’unico giornalista indipendente rimasto a Pristina a denunciare il dramma dei profughi bosniaci, e per molto tempo è stato uno dei pochi giornalisti a raccontare la guerra civile in Cecenia nella disattenzione dell’Europa e dell’Occidente in generale.
Un altro esponente del Partito Radicale transnazionale è stato ucciso nelle strade di Mosca in circostanze mai chiarite dalle autorità russe, alla vigilia della discussione in sede ONU della proposta avanzata dalla Russia di sospendere il PRT, accusato ingiustamente di complicità con il terrorismo ceceno.
Antonio Russo aveva dichiarato prima di essere assassinato di essere in possesso di nuovo materiale video sulla guerra civile in Cecenia e sulle violenze commesse in Cecenia dai Russi in aperta violazione dei diritti umani, tutelati a livello internazionale. L’appartamento in cui alloggiava il giornalista Antonio Russo è stato trovato devastato e sono stati trafugati i documenti riguardanti il suo lavoro di inchiesta, il computer e il telefono satellitare.
La polizia locale russa ha tentato inizialmente di far passare l’omicidio come un incidente stradale e poi come una aggressione di balordi a scopo di furto;
secondo alcune fonti Antonio Russo avrebbe documentato l’uso di armi chimiche da parte russa contro la popolazione cecena, con possibili responsabilità del Governo Russo.
quali siano le responsabilità accertate dalle indagini sugli autori e sui mandanti dell’omicidio di Antonio Russo in Cecenia 13 anni fa;
quali siano state le iniziative assunte dalla rappresentanza diplomatica italiana in Russia e dai vari Governi che si sono succeduti in 13 anni per avere la piena collaborazione delle autorità russe nelle indagini effettuate; quali siano state le conseguenze politiche e diplomatiche di questa vicenda.
ISTITUTO NEGRI SUD
L’istituto di ricerca Negri Sud è un centro di ricerche biomediche e farmacologiche sito in Santa Maria Imbaro (Chieti). Costituito nel 1980 dall’Istituto Mario Negri Milano e dalla Provincia di Chieti, il centro di ricerche contribuisce al progresso della cultura scientifica, alla formazione di giovani ricercatori ed è riconosciuto a livello internazionale per la qualità dei suoi programmi di ricerca e di alta formazione scientifica.
Il Consorzio Mario Negri Sud ha da poco ricevuto il riconoscimento come persona giuridica dal prefetto di Chieti conquistando ufficialmente lo status di fondazione.
In un documento programmatico l’attuale Direzione del Consorzio Mario Negri Sud ha presentato ai rappresentanti di Provincia e Regione, la possibilità’ di intervenire con dei licenziamenti di 25-30 persone, tra aree di ricerca e servizi.
La cassa integrazione dura ormai da quattro anni per gli oltre 100 lavoratori del centro e a detta dei sindacati, pur essendo stata firmata per la totalità dei dipendenti, ne beneficerebbe solo il 50%.
Inoltre il centro di eccellenza continua a perdere “cervelli” e professionalità.
Molti ricercatori e responsabili di Dipartimenti e di Laboratori hanno abbandonato il Consorzio per spostarsi in altre sedi, e questo depauperamento di risorse umane e di massa critica non e’ stato compensato dall’arruolamento di nuovi ricercatori.
Questo aspetto rappresenta uno dei problemi centrali delle difficoltà’ economiche del Centro, a cui i vertici attualmente non sono sembrati in grado di dare risposte concrete.
L’apprezzabile sforzo delle Istituzioni pubbliche, quali Provincia e Regione per mantenere sul nostro territorio un importante centro di ricerca, le cui potenzialità’ si inseriscono perfettamente nelle strategie di programmazione e di sviluppo della Regione, appare fragile, se e’ immediatamente accompagnato da una operazione di ristrutturazione del centro con ulteriore indebolimento in termini di competenze e di linee di ricerca.
Se non intenda convocare le parti sociali e gli enti locali per verificare il piano di ristrutturazione del Centro e scongiurare ulteriori tagli al personale che andrebbero a indebolire ulteriormente una situazione già molto critica.






