TERAMO – Ci mancava il sensitivo. Ormai il brutale assassinio di Carmela “Melania” Rea ha raggiunto lo stesso grado di saturazione mediatica di altri casi di cronaca recente, come quelli tristi di Sarah Scazzi e Yara Gambirasio.

Non c’è da stupirsi troppo, perciò, se sul caso è intervenuto un sensitivo di Civitavecchia, Mario Alocchi.

“Ad uccidere Melania Rea non è stato il marito. È stato preso dalla paura, forse pensava che, se avesse ammesso di aver litigato con la moglie, le attenzioni dei carabinieri si sarebbero concentrate subito su di lui. Anche se ha sbagliato a fare i conti, causando proprio l’effetto contrario a quello sperato. Il cervello umano ha molte sfaccettature. Parolisi è innocente: se gli inquirenti continueranno a concentrare le indagini su di lui, perderanno di vista gli indizi che portano al vero colpevole”.

Secondo l’uomo, “bisognerebbe verificare gli alibi degli insospettabili. una persona che mi ha insospettito fin dall’inizio, così, in questi giorni, ho pensato di chiedere al mio pendolino, che ha confermato la mia supposizione. Ma di questo non posso parlare – prosegue – ma sono particolari che potrò riferire solo agli inquirenti. Ripeto, chi l’ha uccisa, conosce bene quei luoghi e conosce bene tutti in quella zona. Mi auguro veramente di cuore che Melania possa avere giustizia terrena perché sono certo che quella divina le sia stata già concessa”.