TERAMO – “Salvatore ha risposto in questi due mesi a domande per oltre 40 ore”. Così l’avvocato Valter Biscotti, difensore di Salvatore Parolisi, all’uscita della procura di Ascoli Piceno.

“Abbiamo ritenuto quindi di avvalerci di uno strumento tecnico, la facoltà di non rispondere. Si sarebbe trattato di ripetere le stesse cose. Quando avremo elementi meno fluidi per quello che riguarda il capo di incolpazione – ha concluso – saremo noi a chiedere un nuovo interrogatorio”.

Parolisi è uscito dall’uscita posteriore della procura, e si è subito infilato in auto.

I pm Umberto Monti e Ettore Picardi hanno esposto a Salvatore Parolisi e ai suoi difensori tutti gli elementi di prova che portano l’accusa a ritenere il caporalmaggiore responsabile dell’omicidio della moglie Melania Rea.

È stato a quel punto che, consigliato dagli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, Salvatore ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere ai magistrati.

Questo il motivo per il quale l’incontro con i pm ha avuto una lunga fase preliminare, al termine della quale, Salvatore ha scelto di non parlare.

“Non parlare è un suo diritto”. Sono invece le uniche parole che il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno, colonnello Alessandro Patrizio, ha pronunciato all’uscita della procura picena dopo la fine dell’interrogatorio di Parolisi.