TERAMO –  Divieto di pubblicazione degli atti relativi all’inchiesta per l’omicidio di Melania Rea, la ventinovenne di Somma Vesuviana, scomparsa ad Ascoli Piceno il 18 aprile e trovata uccisa a coltellate due giorni dopo a Ripe di Civitella (Teramo), e in particolare di tutti gli accertamenti irripetibili. Lo ha disposto la Procura di Ascoli dopo l’interrogatorio di ieri del vedovo della donna, Salvatore Parolisi, indagato per uxoricidio, che si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il divieto riguarda in particolare i contenuti dell’interrogatorio, ma anche l’esito dell’autopsia effettuata dall’anatomopatologo Adriano Tagliabracci e gli accertamenti condotti dai carabinieri del Ris. Non riguarda invece gli accertamenti sul traffico telefonico e sui tabulati condotti dal Ros, in quanto esami ripetibili. No comment oggi in Procura dai Pm Umberto Monti e Ettore Picardi sui possibili sviluppi futuri dell’inchiesta.

Il divieto di pubblicazione (in sostanza di divulgazione) del contenuto di alcuni atti relativi all’inchiesta sulla morte di Melania Rea riguarda gli avvocati delle parti e i loro consulenti. È stato verbalizzato ieri dal pm durante l’interrogatorio ad Ascoli Piceno di Salvatore Parolisi, che si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Intanto il papà di Melania, intervistato dal settimanale Gente, dice: ”Sarebbe terribile per la piccola Vittoria se, dopo aver perso la madre, dovesse perdere anche il padre in un modo così traumatico”.

LEGALE PAROLISI, ATTI SECRETATI ”OTTIMA SCELTA”

“Abbiamo salutato con favore la scelta della procura di Ascoli Piceno di secretare gli atti dell’inchiesta sull’assassinio di Melania Rea. Un ottimo provvedimento, che rappresenta un problema solo per altri, per chi è abituato a far uscire i documenti”.

Così l’avvocato Nicodemo Gentile, che con il collega Valter Biscotti difende il marito di Melania, Salvatore Parolisi, indagato per omicidio volontario aggravato.

“Noi siamo abituati a lavorare tenendo conto del segreto istruttori – aggiunge – che abbiamo sempre rispettato”.

SALVATORE E’ TORNATO A FOLIGNANO

È tornato a Folignano (Ascoli Piceno), dove fino a due mesi fa viveva con Melania e la piccola Vittoria, in attesa del trasferimento a Sabaudia, previsto a settembre, il caporalmaggiore dell’Esercito Salvatore Parolisi, indagato per l’omicidio della moglie.

Parolisi oggi si è intrattenuto con i suoi difensori a Perugia, poi, verso le 16.30, i vicini lo hanno visto parcheggiare l’auto sotto l’abitazione di Folignano ed entrare in casa.

Non si sa quando l’uomo deciderà di rientrare dai familiari a Frattamaggiore (Napoli).

“Non conosco i suoi spostamenti – risponde uno dei suoi legali, l’avvocato Nicodemo Gentile – noi ci occupiamo degli aspetti tecnici”.

Il militare si è chiuso in casa e ha abbassato tutte le tapparelle alle finestre, probabilmente per evitare di essere ripreso dalle telecamere delle tv, che, appena si è sparsa la notizia del suo rientro in paese, hanno preso d’assedio il condominio.

Sul posto ci sono anche due carabinieri, che sorvegliano la piccola pattuglia di cronisti e curiosi.

FAMIGLIA REA NOMINA CONSULENTI

Il legale dei familiari di Melania Rea, parte offesa nell’inchiesta sull’omicidio della giovane donna, avvocato Mauro Gionni, ha depositato oggi la richiesta di acquisire gli atti relativi alle indagini. L’avvocato Gionni ha indicato anche i propri consulenti di parte. Si tratta del medico legale Claudio Buccelli, (dell’Università di Napoli) e del ricercatore Pierpaolo Di Lorenzo.

IL PAPA’ DI MELANIA: ”TRAGEDIA PER LA PICCOLA VITTORIA”

“Sarebbe terribile se dopo aver perso la mamma, ora la piccola Vittoria perdesse, in altro modo, anche il papà”.

A parlare così a Gente, in edicola da lunedì 27 giugno, è Gennaro Rea, il papà di Melania, la donna scomparsa a Colle San Marco e ritrovata morta due giorni dopo a Ripe di Civitella.

L’iscrizione nel registro degli indagati di Salvatore Parolisi, marito di Melania, non è certo stata una sorpresa, dice Gennaro.

Quello che conta per la famiglia Rea è, oggi più che mai, la piccola Vittoria: “Lei conta più di tutto e di tutti, la difenderemo e la proteggeremo”.

“Ora Salvatore deve difendersi, deve spiegare. Nel suo racconto ci sono troppi buchi neri”.

I rapporti tuttavia non si sono interrotti: “C’é la piccola Vittoria e lo ripeto, lei conta più di tutto. Ma certo – conclude Gennaro – quando incontriamo Salvatore c’è freddezza. Come potrebbe non esserci?”.