TERAMO – Carmela Melania Rea è morta nel Bosco delle Casermette, a Ripe di Civitella (Teramo) dopo una colluttazione rapida, breve.
Sono le prime indicazioni emerse dopo il nuovo esame autoptico, effettuato ieri dal professor Adriano Tagliabracci a Teramo per chiarire alcuni dettagli rispetto all’autopsia effettuata il 21 aprile scorso.
Sembra che la vittima non sia stata tramortita dal suo assassino. Al momento resta invece più difficile circoscrivere l’ora precisa della morte, sinora collocata tra le 14 e le 17.
Difficile in questa fase anche dire con precisione quanto tempo dopo il decesso sono state inferte alcune coltellate post mortem.
Non si può affermare infine che la giovane donna non abbia tentato di difendersi: probabilmente la velocità dell’aggressione è stata tale da impedirle una reazione più forte nei confronti dell’omicida.
La risposta complessiva dei due esami autoptici sarà depositata dal prof. Adriano Tagliabracci nel giro di 30-40 giorni.
LUNEDI’ I FUNERALI A SOMMA VESUVIANA
TERAMO – Si svolgeranno lunedì prossimo, alle 15, nella chiesa Santa Maria del Pozzo a Somma Vesuviana (Napoli), i funerali di Melania Rea, la giovane mamma di 29 anni scomparsa lo scorso 18 aprile, e ritrovata due giorni dopo uccisa a coltellate in un bosco del Teramano.
La famiglia della ragazza, infatti, ha comunicato l’orario e la data dei funerali al locale comando dei vigili, e l’amministrazione comunale ha disposto un apposito servizio d’ordine per consentire il regolare svolgimento della funzione funebre.
Non è previsto, al momento, il lutto cittadino.
IL SINDACO DI SOMMA VESUVIANA: “NO A LUTTO CITTADINO MA SI’ A FIACCOLATA”
TERAMO – Non ci sarà lutto cittadino a Somma Vesuviana (Napoli) in occasione dei funerali di Melania Rea, ma il Comune sarà presente in forma solenne alla fiaccolata promossa dagli amici della donna.
“Ho manifestato personalmente la mia solidarietà e vicinanza alla famiglia di Melania Rea, e parteciperemo ai funerali della nostra concittadina – ha detto stamani il sindaco di Somma Vesuviana, Raffaele Allocca – ma non credo che proclameremo il lutto cittadino, anche se siamo pronti a partecipare in forma solenne a un’eventuale fiaccolata”.
Allocca, infatti, ha reso noto che alcune amiche della donna stanno cercando di organizzare una fiaccolata in ricordo della giovane mamma. Il sindaco ha sottolineato come la morte della donna abbia “lasciato il segno nel cuore di tutti”, a partire proprio dal primo cittadino.
“Predisporremo un apposito servizio d’ordine con vigili urbani e protezione civile – ha aggiunto – e io, insieme ad altri amministratori locali, parteciperemo ai funerali. Ma non ritengo ci siano i presupposti per la proclamazione del lutto cittadino, ma in caso di fiaccolata siamo pronti a partecipare in forma solenne e a dare il nostro pieno appoggio”.
Allocca, inoltre, ha sostenuto di essere stato personalmente a casa dei genitori di Melania per portare le proprie condoglianze e quelle degli amministratori locali.
“Non conoscevo i Rea personalmente – ha proseguito – ma so che sono persone perbene e gente onesta. Così come lo era Melania, che ha frequentato un istituto di suore del nostro paese, rinomato per la serietà e la bontà con cui prepara i propri studenti”.
Il sindaco, poi, ha sottolineato che la città sta vivendo con “sgomento e dispiacere il lutto che ha colpito la famiglia Rea, soprattutto per le modalità in cui si è svolto l’omicidio. Siamo fiduciosi nella magistratura – ha concluso – Spero si arrivi presto all’arresto del responsabile di questo atroce delitto”.
LE INDAGINI: INVESTIGATORI, “IPOTESI DELLA BATTERIA SFILATA NON CREDIBILE”
TERAMO – Possibile, ma non credibile. Così gli investigatori alle prese con l’omicidio di Melania Rea continuano a valutare l’ipotesi che l’assassino abbia sfilato la batteria dal telefonino cellulare della donna, dopo averla uccisa il 18 aprile, tornando al Bosco delle Casermette il 20 mattina, nel luogo del ritrovamento del cadavere, per rimettere a posto la batteria e riaccendere l’apparecchio. A poche ore dal ritrovamento del corpo.
È la mattina del 20 che il telefonino di Melania scarica la massa di avvisi di chiamata dei due giorni precedenti, quando in tanti cercavano di contattare la giovane mamma, misteriosamente scomparsa da Colle San Marco di Ascoli Piceno, secondo il racconto del marito Salvatore Parolisi, nel primo pomeriggio del 18.
Il cellulare di Melania, un Samsung tradizionale (non uno smartphone) viene ancora analizzato da tecnici specializzati, carabinieri del Ros in primo luogo.
I dati ricavati verranno poi incrociati con i rilevamenti sulla potenza delle celle telefoniche che impegnano la zona di Ripe di Civitella, per verificare se e con quale frequenza e durata il campo possa essere venuto meno.
Secondo i dati di fabbrica, la batteria di un normale telefonino in stand by (non in conversazione o in navigazione internet) può durare da 200 a oltre 300 ore, a seconda del modello.
È stato ipotizzato che il cellulare di Melania si sarebbe dovuto scaricare molto velocemente perché in costante ‘ricerca rete’, nel tentativo automatico di agganciare il segnale di un operatore telefonico.
Tentativo non facile, vista la scarsa copertura della zona del chiosco della pineta in cui Melania è stata trovata morta.
Lo stato di ‘ricerca rete’ però non è costante, ma intermittente. In questo caso non sarebbe strano che la batteria del cellulare di Melania sia rimasta carica per un paio di giorni.
ESAME DEI TABULATI PER CAPIRE SE ERA A COLLE SAN MARCO
TERAMO – È dai tabulati telefonici e dall’analisi delle celle che chi indaga sulla morte di Melania Rea attende la risposta alla domanda delle domande: la donna è davvero stata a Colle San Marco di Ascoli Piceno nel primo pomeriggio del 18 aprile o non c’è mai arrivata?
Al momento magistrati e carabinieri non sono in possesso di un accertamento tecnico che escluda in maniera categorica la presenza di Melania al pianoro, così come riferito dal marito Salvatore Parolisi.
Così fosse, avrebbero la certezza di una bugia clamorosa che, in quanto tale, avrebbe immediate conseguenze a carico del caporalmaggiore che continua a sostenere la sua innocenza.
I carabinieri del Ros portano avanti questo tipo di accertamenti tecnici, molto attesi dai magistrati ascolani, anche oggi al lavoro.
Il pm Umberto Monti si è barricato in Procura e ha ordinato al carabiniere in servizio di non consentire l’accesso di alcuno al secondo piano del Palazzo di Giustizia di Ascoli Piceno.
Continua a leggere carte, a incrociare i racconti dei testimoni con quanto riferito da Parolisi durante le lunghe audizioni
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