L’AQUILA – Scoppia l’ennesimo caso sulla sanità abruzzese, in particolare quella della Asl 1 provinciale di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, dopo che Roberto Mastrostefano, dirigente neurochirurgo dal 2001 al 2010 nella struttura sanitaria marsicana e fondatore del reparto di Neurochirurgia insieme al primario Maurizio Fontana, si è detto favorevole alla soppressione dello stesso reparto nell’ospedale “Sal Salvatore” dell’Aquila, quello dell’ospedale regionale nel capoluogo d’Abruzzo, per salvare Avezzano.
Il tutto a seguito del “patto” per la sanità tra i sindaci di Avezzano, L’Aquila, Castel di Sangro e Sulmona, siglato – come riportato dal quotidiano Il Centro – due giorni fa alla presenza del direttore generale della Asl, Rinaldo Tordera, nel corso del comitato ristretto dei sindaci che si è tenuto a Castel di Sangro.
Sul piatto, la riapertura immediata del reparto avezzanese, specie dopo l’approvazione in consiglio regionale di una mozione – bipartisan – proprio per la riapertura immediata, con sullo sfondo le parole del sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, che ha tuonato contro la chiusura provvisoria e la mancata riapertura dal 22 agosto scorso.
Durissima la reazione alle parole di Mastrostefano da parte di Guido Quintino Liris, medico aquilano e consigliere comunale da capogruppo di Forza Italia.
“Mastrostefano – le parole di Liris in una nota – è un provocatore irresponsabile, soffia sul fuoco senza tener conto delle gravi conseguenze! Chiede la chiusura del reparto aquilano di Neurochirurgia? Mi fa tanta tenerezza! C’è un momento in cui tecnici e politici devono parlare di meno e lavorare di più! Chiedo al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e a Di Pancrazio di non giocare sul tema della sanità e della Neurochirurgia, con la mente e gli occhi rivolti alle prossime elezioni amministrative; sarebbe gravissimo se decisioni strategiche su un tema così delicato quale la riorganizzazione della sanità in Provincia dell’Aquila venissero condizionate e stravolte da meri calcoli elettorali. Intanto, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, da Pescara sorride gaudente rispetto a scontri di campanile che tolgono forza e prestigio a tutta la Provincia”.
Il manager Tordera, contattato da questo giornale non solo per la questione di Neurochirurgia, non ha risposto al telefono. (r.s.)
IL RESTO DELLA NOTA DI LIRIS
Mastrostefano, in un momento in cui il Comitato Ristretto dei Sindaci si riunisce per analizzare le rivendicazioni da parte del territorio marsicano circa la necessità di prestazioni neurochirurgiche, “gioca al rialzo” in maniera infantile chiedendo addirittura la chiusura del reparto aquilano.
Le provocazioni umiliano il livello della discussione e rendono più difficile la soluzione delle criticità che, a torto o a ragione, vengono sollevate.
Ci sono professionisti, all’interno del personale medico e paramedico, che lavorano quotidianamente con ritmi stacanovisti e si sentono umiliati da chi mortifica con argomentazioni approssimative e prive di rilevanza scientifica una discussione che sta trascinando tecnici e politici nel ridicolo!
Inoltre, va ricordato che c’è un mondo universitario ed una scuola di specializzazione (Neurochirurgia Università dell’Aquila) che aspettano la conclusione di una querelle che sta togliendo serenità e tranquillità a docenti, studenti, operatori sanitari e pazienti.
Non è più possibile continuare in questo modo, serve subito chiarezza!






