CHIETI – È scontro sull’ampliamento del centro commerciale Megalò di Chieti all’indomani della decisiva riunione prevista per domani all’Aquila, dove il comitato di valutazione impatto ambientale (Via) della Regione Abruzzo dovrà pronunciarsi in merito alla parte edificatoria del progetto.

Ieri, nell’ambito del Consiglio regionale, c’è stata la dura presa di posizione del Movimento 5 stelle, in particolare con il consigliere Sara Marcozzi che ha chiesto di “sospendere l’iter autorizzatorio”, posizione avvalorata anche da Rifondazione, dagli ambientalisti del Wwf, da Confcommercio Pescara e dal sindacato balneatori.

Oggi il principale progettista dell’opera, l’ingegnere Domenico Merlino, ha incontrato i cronisti rispondendo con altrettanta durezza, ma incassando la successiva controreplica dei Cinque stelle.

Ha parlato di “tante inesattezze dette sul progetto”, a cominciare dalle dimensioni: “Dai 92 mila metri quadrati coperti iniziali, siamo scesi prima a 30.500 e siamo disposti a ridurli ulteriormente a 24.000 metri quadrati, cercando di venire incontro alle associazioni di categoria”.

“L’opera darà lavoro a 450 operai per la fase di realizzazione e 250 nuovi posti di lavoro per la gestione delle strutture – ha aggiunto ancora – Non risponde a verità che nell’area adiacente al Megalò saranno realizzati un albergo, sala meeting e parchi acquatici, ma solo un punto per l’elettronica, l’arredo, componenti per la casa, abbigliamento e calzature, animali e complementi, bricolage e ristorazione”.

La Marcozzi si è difesa dall’accusa di accanimento pentastellato contro l’opera, parlando di “solo buon senso. La città di Chieti è più antica di Roma e tentare di far credere che il suo sviluppo economico e il superamento della crisi dipendano dall’apertura dell’ennesimo centro commerciale è assurdo, avvilente e senza alcuna visione”, è sbottata.

“Chi vuole scambiare promesse di nuovi posti di lavoro con la distruzione del commercio locale e la desertificazione del centro storico è fuori tempo – ha aggiunto – La città va difesa da questo. La Regione Abruzzo si è già espressa rispetto ai centri commerciali con una moratoria che vige dal 2010 e che vieta l’apertura di nuove attività di questo tipo sull’intero territorio regionale”.

“Mi permetto inoltre di ricordare ai visionari che in questi decenni anni hanno gestito la partita del Prustt di Chieti che l’apertura del Centro Commerciale Megalò ha già bruciato l’economia di centinaia di piccole attività dell’area Chieti-Pescara – ha precisato ancora – e che un rapporto di Legambiente ha inserito l’edificio fra i 10 più pericolosi d’Italia”.