CHIETI – Si infiamma il caso della realizzazione a Chieti del centro commerciale Megalò 2 e della riduzione del bacino di esondazione naturale del Fiume Pescara.
Sul piede di guerra c’è la Confcommercio di Pescara e la Sib-Balneari saranno presenti con le proprie delegazioni all’Aquila dopodomani, giovedì 23 marzo, “per protestare, assieme alle altre Ascom abruzzesi, contro la realizzazione di Megalò 2 ma anche contro l’ulteriore riduzione del bacino di esondazione naturale del Fiume Pescara. Si tratta di scongiurare un duplice grave errore strategico da parte della politica”.
“Da un lato – viene spiegato in una nota – vogliamo evitare la realizzazione di un ulteriore centro commerciale che, in una regione che è già al primo posto nel rapporto fra superfici destinate a centri commerciali e abitanti, darebbe un colpo mortale al commercio tradizionale già in grave crisi, ma, fatto ancor più grave, sarebbe l’ulteriore cementificazione di un’area che rappresenta da sempre un bacino di esondazione naturale per il Fiume Pescara in occasione delle piene straordinarie dovute a precipitazioni copiose”.
IL RESTO DELLA NOTA
Ricordiamo che anche recentemente, lo scorso 18 gennaio, il Fiume Pescara era seppur di poco esondato nel tratto che va dal Ponte Capacchietti al Ponte Risorgimento invadendo entrambe le golene.
Una simile situazione aveva generato un flusso di liquami verso il mare con le conseguenze che tutti sappiamo ma aveva pure generato una sorta di allarme e di rischio notevole per tutta l’economia della città di Pescara.
Vogliamo quindi evitare che le ulteriori opere previste per arginare l’esondazione naturale a monte finiscano per convogliare maggiori flussi d’acqua fiumana a valle ingenerando un pericolo ricorrente e costante per l’intera città di Pescara.
Ecco, perché vogliamo svegliare la politica giovedì prossimo all’Aquila con una agguerrita delegazione per sostenere con forza le ragioni della salvaguardia del commercio e dell’ambiente non solo della nostra città ma di tutta l’area metropolitana”.
MOVIMENTO 5 STELLE: MARCOZZI, “SOSPENDERE ITER AUTORIZZATORIO PRESSO COMITATO VIA. È A RISCHIO LA SOPRAVVIVENZA DEL PICCOLO COMMERCIO”
Furioso anche il Movimento 5 Stelle.
“Quello che ci domandiamo – si legge in una nota – è se il Governo regionale e l’amministrazione Comunale di Chieti abbiano a cuore le piccole attività commerciali e le attività storiche della nostra città oppure intendano, avallando l’ennesimo centro commerciale, distruggere definitivamente l’economia di una intera città. Giovedì lo scopriremo”-
Duro l’intervento del consigliere regionale grillino Sara Marcozzi.
“Quello che noi chiediamo – afferma – quello che i cittadini di Chieti ci chiedono, è che chi governa in Regione e in Comune la smetta di fischiettare per fingere indifferenza di fronte all’ennesima speculazione e si adoperi per tutelare i soggetti più deboli, in questo caso i piccoli imprenditori.
Sono quegli stessi imprenditori che subiscono le scelte economiche fallimentari del Governo centrale che hanno subito la totale impreparazione della Regione al maltempo, che pagano tasse troppo alte, che pagano tasse sui rifiuti che aumentano sempre di più, che pagano gli stipendi e i costi dei dipendenti. Lavoratori e imprenditori che lottano ogni mattina per alzare la saracinesca! Ci dicano il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso e il sindaco di Chieti Umberto Di Primio se debbono chiudere una volte per tutte.”
“Non è possibile – continua Ottavio Argenio, capogruppo del M5S di Chieti – accettare questo ennesimo scempio economico e ambientale. Non è bastata l’esperienza di Megalò 1 a far capire a chi ci ha amministrato sino ad ora che non si costruisce sulle zone di espansione di un fiume, addirittura vorrebbero costruire un secondo centro commerciale! Non hanno imparato nulla o forse, più semplicemente, nulla importa loro! Responsabilità bipartisan di centrodestra e centrosinistra che si sono alternate al governo della città, che oggi siedono in maggioranza e opposizione e che evidentemente mai hanno avuto a cuore i piccoli esercenti ma solo i grandi speculatori.”
“Cambiano gli interpreti ma la situazione resta la stessa” – prosegue Manuela D’Arcangelo, consigliere M5S di Chieti – “circa un anno fa l’assessore al commercio di Chieti si era impegnata con le associazioni di categoria ed un comitato spontaneo, per redigere un piano del commercio cittadino per tutelare le piccole e storiche attività e rilanciare l’economia della città, ma ad oggi ancora nulla è pervenuto. Ci etichettano come populisti ma i veri populisti sono loro che in campagna elettorale sono pronti a promettere qualunque cosa tanto poi, una volta eletti, nessuno si ricorda più le promesse!”
Il M5S annuncia dunque battaglia “ed è pronto a non retrocedere neanche di un centimetro sulla questione Megalò 2” perché, come sottolinea Marcozzi “non si tratta solamente un problema ambientale. Troppo spesso si dimentica che il tessuto economico e il mercato del lavoro in Italia, si reggono sulla piccola e media impresa, ed è evidente che in città come Chieti, questa sia composta da attività a conduzione familiare. Chieti a oggi presenta 14 agglomerati commerciali per circa 50 mila abitanti, e sappiamo tutti ormai che l’Abruzzo è la regione d’Italia con maggiore concentrazione di grande distribuzione Organizzata per popolazione. Direi che abbiamo già dato abbastanza”.
“Non è possibile e non è giusto costringere i nostri concittadini a subire questa ennesimo colpo. È arrivato il momento che la politica assuma delle posizioni forti e certe, non solo in difesa di Chieti ma anche delle altre città vicine come Pescara e San Giovanni Teatino”, aggiungono Argenio e D’Arcangelo.
“Siamo certi che oramai i cittadini abbiamo ben compreso chi difende i loro interessi e chi, quotidianamente, mina il loro futuro”, concludono gli esponenti pentastellati.
ACERBO-RAIMONDI, “SU QUESTA VICENDA PAZZESCA C’E’ SILENZIO E DISATTENZIONE”
Per Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista ed Enrico Raimondo, consigliere comunale di L’Altra Chieti, “è davvero incredibile che tornino alla carica con progetto Megalò 2, ed è gravissimo che il Comune di Chieti sostenga progetto in zona di esondazione del fiume e che gli altri comuni, a partire da Pescara, non si oppongano. C’è una lunga storia di responsabilità bipartisan in questa vicenda urbanistica”.
IL RESTO DELLA NOTA
Centrodestra e centrosinistra hanno consentito la cementificazione per fini speculativi di aree dove non bisognava costruire, ed è pazzesco che continuino a insistere anche dopo che l’inchiesta su megalò 3, l’altro lotto di quel piano, ha scoperchiato quale genere di relazioni e interessi ci siano dietro queste operazioni.
Ed è pazzesco poi che parallelamente la giunta D’Alfonso voglia a spese delc contribuente realizzare vasche su terreni agricoli spendendo 55 milioni di euro.
Delle semplici considerazioni di buon senso dovrebbero indurre il comitato Via a un parere negativo visto che l’area metropolitana Chieti-Pescara è piena di aree dismesse da riqualificare dove poter insediare strutture commerciali, di ristorazione o del tempo libero.
Invito anche le organizzazioni di categoria a mobilitarsi perchè è inaccettabile che si costruisca sul fiume per contribuire alla desertificazione dei nostri centri commerciali naturali.
Non c’è una sola ragione di interesse pubblico che giustifichi questa porcata e mille di natura ambientale e sociale che dovrebbero indurre la Regione Abruzzo a dire no.
Megalò 2 deve avere qualche santo in paradiso se nel 2012 quando il comitato Via espresse il suo parere contrario accade che poi la Regione casualmente dimenticasse di presentare memorie difensive al Tar contro il ricorso dei privati.
Il silenzio della politica locale e regionale su questo progetto dà l’idea di una complicità diffusa e della colpevole disattenzione. Invitiamo il comitato Via a fare proprie le osservazioni di Wwf e ambientalisti e a esprimere un no a questo progetto devastante.




