L’AQUILA – “Con il nuovo mega ospedale di Chieti-Pescara da 450 milioni, Luciano D’Alfonso ucciderà due cardini della città dell’Aquila: l’ospedale San Salvatore e l’università”.

A scagliare l’allarme è il consigliere comunale del capoluogo e vice presidente di Forza Italia Guido Liris, medico della Asl aquilana, che chiama alla mobilitazione “il rettore, Paola Inverardi, e il direttore generale, Giancarlo Silveri, ma è anche giunta l’ora che medici ospedalieri e universitari superino le ataviche divisioni per fare un blocco unico contro questa ipotesi di lavoro”.

L’ambiziosa idea di D’Alfonso era venuta fuori a fine gennaio a margine di un convegno all’Aurum di Pescara sull’Europa e la Marca Adriatica, suscitando reazioni contrastanti.

“Quelle che potrebbero sembrare solo sparate dalfonsiane – afferma Liris – in realtà non sono campate in aria né prive di un percorso amministrativo che è sì autoreferenziale, ma comunque esistente nella sua testa: il presidente della Giunta, infatti, conosce bene il regolamento Lorenzin, licenziato dalla Conferenza delle Regioni e in procinto di diventare legge, che stila una serie di criteri per distribuire la sanità a livello nazionale”.

Liris rammenta che la nuova norma “fisserà la presenza di ospedali di base, di primo livello, e di secondo livello, ad alta specializzazione, ovvero quello che lui vuole costruire. Il bacino d’utenza di queste strutture, per decreto, sarà di 1 milione di persone, vuol dire che in Abruzzo ce ne potrà stare solo uno”.

“Una struttura simile prevede la presenza delle unità operative specialistiche mediche, quindi di fatto quest’ospedale diventerà anche il riferimento regionale per quanto riguarda l’erogazione dei servizi – sottolinea – ma anche il punto di riferimento per la didattica e la ricerca universitaria, perché i dipartimenti universitari devono avere reparti che, a quel punto, sarebbero solo lì”.

“D’Alfonso l’ha buttata lì senza fare un passaggio in commissione, Consiglio o Giunta, quando invece gli unici atti ufficiali della Regione su questi temi sono quelli dell’ex governatore e commissario Gianni Chiodi – evidenzia  poi – che aveva stilato un piano di infrastrutture sanitarie da 370 milioni di euro: atti che avevano avuto, nella loro programmazione, già l’approvazione del nucleo di valutazione del ministero della Salute”.

Il piano Chiodi “prevedeva nuovi ospedali da costruire a Lanciano, Vasto, Sulmona, Avezzano, Giulianova, la ristrutturazione di quello di Penne e la centrale operativa regionale del 118 al San Salvatore dell’Aquila. Il solo ospedale di D’Alfonso, invece – accusa – costerà ben 450 milioni, dovrà quindi annullare questo piano e aggiungere anche soldi”.

L’accusa di Liris è che D’Alfonso “continua ad approfittare della debolezza politica del centrosinistra aquilano, in particolar modo del sindaco, Massimo Cialente, che non ha speso una parola su questo annuncio, forse per sudditanza psicologica”.

Secondo Liris, il suo partito non ne farà una questione di campanile. “Già tutta Forza Italia regionale si è espressa contro questa ipotesi – chiude – alla presenza di consiglieri sia pescaresi che chietini, hanno detto che è un ospedale che non serve a niente. Loro preferiscono che vengano migliorate e mantenute le strutture esistenti”. (alb.or.)