ROMA – La Fase 2 “parte a rischio, senza un elemento di monitoraggio fondamentale, ovvero la disponibilità di test sierologici e tamponi nelle aziende perchè i medici del lavoro possano controllare effettivamente i lavoratori”.
Ad affermarlo all’Ansa è Giuliano Pesel, responsabile del servizio Medicina del lavoro al Policlinico Triestino Spa e medico competente in alcune aziende multinazionali.
“È impossibile monitorare i lavoratori senza tali strumenti. In questo modo il rischio di nuovi focolai è più probabile”, aggiunge.





