AVEZZANO – Sei ordinanze di custodia cautelare in carcere di cui due eseguite, due obblighi di presentazione in commissariato, un obbligo di dimora.
Sono i provvedimenti emessi nell’ambito dell’operazione “Change the lights” portata a termine dagli uomini della squadra anticrimine del commissariato di Avezzano (L’Aquila) in collaborazione con i colleghi della squadra mobile della questura dell’Aquila.
I reati ipotizzati a vario titolo per le persone coinvolte sono quelli di peculato, ricettazione, corruzione e droga.
In manette sono finiti Massimo Barbarossa, 40 anni, di Celano e Limouri Rahhal (30), clandestino marocchino, irregolare.
Il tutto è iniziato con un tentativo di estorsione operato nell’autunno del 2009 nei confronti di un dirigente di un ente pubblico.
L’estorsore è stato identificato per Barbarossa, dipendente del Cam (Consorzio acquedottistico marsicano) di Avezzano, denunciato nel giugno del 2010.
Da questo procedimento sono emersi elementi tali da portare ad una ulteriore indagine nella quale è emerso che il Barbarossa, in qualità di dipendente del Cam ed incaricato di pubblico servizio, aveva compiuto numerosi reati tra i quali truffa, corruzione e peculato.
Durante l’orario di servizio, dopo aver timbrato il cartellino si recava nella sua officina per svolgere lavori privati appropriandosi anche di materiale di proprietà del consorzio, inoltre ometteva di segnalare la sottrazione di acqua da parte di un utente abusivo.
Sono stati denunciati a piede libero D.S.G., 60 anni di Avezzano, S.G. (63), di Avezzano, e T.M. (42), romano, residente a Celano anch’egli dipendente del Cam.
Nel corso dell’operazione sono state sequestrate banconote per circa tremila euro e modiche quantità di sostanze stupefacenti.
Le indagini sono coordinate dai sostituti procuratori Guido Cocco e Federica De Maio.





