PESCARA – Ha chiuso il Festival delle Letterature a Pescara con uno show emozionante e raffinato, come nel suo stile.
Max Gazzè, il cantante, o meglio “il poeta” com’è stato definito durante il concerto dal pubblico, si è esibito ieri sera al teatro Massimo della città adriatica.
Il concerto ha registrato il tutto esaurito: sul palco insieme a lui, hanno suonato Giorgio Baldi alla chitarra elettrica, Clemente Ferrari al pianoforte, Dedo alla tromba, trombone e chitarra acustica, Puccio Panettieri alla batteria e il quartetto d’archi delle “Euphoria”.
La tournèe “Al teatro sotto casa” è il prosieguo di un tour che durante l’estate ha portato Max a esibirsi in teatri e arene all’aperto. Da pochi giorni è di nuovo in giro per l’Italia con esibizioni che hanno come location i teatri nazionali.
Con il concerto a Pescara, Gazzè ha confermato la grande capacità nel saper conciliare la bellezza delle sue parole con lo splendore della musica, un mix che all’interno di un ambiente come quello del teatro Massimo è riuscito a rendere l’atmosfera magicamente intima.
Durante le due ore di concerto è riuscito a riproporre una parte del suo vastissimo repertorio, alcune rivisitate, oltre alle ultime creazioni di grande qualità: canzoni raffinate, non sempre facili da comprendere.
Scene di vita quotidiana, problematiche e realtà quali l’amore vissuto nelle sue diverse forme. La vita e la morte sono i protagonisti delle sue canzoni che hanno permesso al pubblico di alternare attimi di folle energia a momenti di emozionante riflessione, il tutto inserito in un contesto scenografico altamente curato e particolarmente suggestivo in cui anche le luci ma soprattutto le immagini scelte per accompagnare la performance musicale hanno avuto molto da raccontare.
Sul palco ha esordito con Sirio è sparita, proseguendo con una canzone particolarmente amata dal pubblico quella cantata con il suo amico Niccolò Fabi Vento d’estate, poi L’uomo più furbo, Preferisco così, Il timido ubriaco,e Atto di forza.
“Questa canzone – ha dichiarato l’artista – è speciale perché descrive un problema attuale, un dramma che è quello della violenza sessuale che ho voluto racchiudere al suo interno”.
I tuoi maledettissimi impegni, Quel che fa paura, La mia libertà, e una canzone simbolo della sua carriera nota soprattutto per la sua coinvolgente tenerezza Mentre dormi e il “must” Cara Valentina seguita da Una musica può fare.
Poi è stata la volta di L’origine del mondo, Edera, La nostra vita nuova, la famosissima La favola di Adamo ed Eva anticipata dalla discesa sul palco di due grandissime icone raffiguranti proprio i protagonisti della canzone, Il solito sesso, Annina, un cielo enorme con nuvole invece è stato lo sfondo di L’ultimo cielo, Buon compleanno e la conclusione con uno degli ultimi pezzi che dà anche il titolo al Tour Sotto Casa.
Il Premio “Torri Camuzzi” è stato consegnato ad un lusingato e commosso Max Gazzè direttamente sul palco dalla giornalista Cristina Mosca che ha sottolineato come non è un caso se quest’anno il premio sia stato consegnato a Max: le Torri Camuzzi, infatti guardano Pescara dall’alto della loro bellezza e danno un nuovo prestigio alla città, così come “dall’alto” quest’anno si è distinto il cantautore per la qualità delle sue canzoni nel panorama artistico italiano.



