ROMA – “Impensabile scegliere il tema sugli anni ’70, non li abbiamo vissuti, li conosciamo solo attraverso la musica o qualche personaggio e soprattutto non ci siamo arrivati con il programma, quello tra il ’45 e gli anni’70 è un periodo storico a cui non si riesce mai ad arrivare, di solito ci si ferma alla seconda guerra mondiale. Assurda e penalizzante, la scelta di questa traccia”.
Così gli studenti all’uscita del primo giorno di maturità, dopo aver scelto, svolto e consegnato la prima prova, quella di italiano.
Fuori dal liceo romano Mamiani, i ragazzi si confrontano e tutto sommato si dicono soddisfatti delle tracce, ad eccezione, appunto, di quella tipologia C che propone un periodo storico al quale moltissimi insegnanti non riescono ad arrivare.
“Lo confermo, sono un ex insegnante e so che se non si anticipa il programma di storia nell’anno precedente, in quinto non si arriva oltre la seconda guerra mondiale”, puntualizza Sabina, l’unica mamma che ha raggiunto il figlio all’uscita di scuola.
Gettonatissimo, invece, il tema di attualità, che invita alla riflessione prendendo spunto dalla celebre frase di Warhol, “nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti”.
“Ho potuto scrivere di ciò che più conosco – ammette Lucia, 18 anni, studentessa del Mamiani – dei social network, in particolare Facebook e Twitter e dei talent show”.
L’idea di fondo è “che nei social network cerchiamo la sicurezza che non abbiamo in noi e che basta una foto curiosa, un post ‘stravagante’ o una provocazione ben scritta, per catturare i famosi 15 minuti di celebrità, che spesso portano guai….”.
I talent show? “Ho scritto che portano velocemente alla notorietà, a un successo che dipenderà sempre dalla massa”, conclude Lucia che si scusa, accende il telefonino, si collega a Facebook e digita il suo status, “la prima è andata”.



