L’AQUILA – Più di 60 sindaci abruzzesi, stamattina a Palazzo Silone, sede della Giunta regionale, per analizzare i 64 interventi del masterplan per il Mezzogiorno, 900 milioni di euro che con i cofinanziamenti arrivano a 1,2 miliardi. Si tratta di un confronto per una strategia di crescita economica, sociale e culturale della regione “territorio”, per rilevare le soluzioni ai problemi legati agli interventi previsti.
“Nei primi due anni riusciremo ad appaltare 120 milioni di euro, servono progetti esecutivi”, ha detto il presidente della Regione Luciano D’Alfonso davanti ad una sala gremitissima.
In prima fila, insieme ai primi cittadini dei capoluoghi Marco Alessandrini, Umberto Di Primio, Maurizio Brucchi e Massimo Cialente, anche il consigliere regionale di Forza Italia e presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo, il consigliere del Pd ma eletto con Regione Facile Lorenzo Berardinetti, quello di Centro democratico Maurizio Di Nicola e il neo assessore al Comune di Avezzano Daniela Stati, in rappresentanza del sindaco Giovanni Di Pangrazio.
D’Alfonso ha parlato di “intervento potente”, citando i porti di Ortona (Chieti) e Pescara, “che fanno bene a tutti”, la banda ultralarga, il turismo.
Su quest’ultimo fronte, il governatore ha parlato del patrimonio paesaggistico e di luoghi faro, come ad esempio l’ospedale militare di Chieti.
“Ho usato tutti i soldi dei cinque anni a venire – ha spiegato – Palazzo Chigi conferma i fondi della Coesione, 115 milioni. Poi Por, Fesr e Psr e i fondi dell’emergenza suolo, 43 milioni della piattaforma rendis. Il Piano di sviluppo rurale non è cibo, bevande e alimenti ma strutturazione”.
Cinquanta i milioni per il sistema idrico del Fucino, che “valgono oro, ce ne servono 200, ma intanto si parte”.
Parziale soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Teramo. “L’ex manicomio era un’emergenza, con 6 milioni si avvia. La Teramo-mare è decisiva ma servono piu risorse per il dissesto idrogeologico”, ha detto Brucchi.
“Il metodo poteva essere migliore, abbiamo bisogno di certezze su tempi e cabina di regia – ha aggiunto il sindaco di Chieti Di Primio – Bene il collegamento Chieti alta e bassa con la funiculare e la metropolitana di superficie tra Chieti e Pescara. L’intermodalità è fondamentale. La cittadella della cultura ha bisogno di buoni collegamenti”.
“La leva pubblica rende realistici i finanziamenti privati – ha detto il sindaco di Pescara Alessandrini – Bene la bonifica dei fiumi, siamo in emergenza. Il potenziamento del collegamento con Roma è decisivo. Il fattore tempo è importante”.
“L’imperativo morale è creare benessere e lavoro – ha aggiunto il sindaco dell’Aquila Cialente – Strano ma siamo tra le regioni con maggiore densità industriale. Anche per questo il mare e i fiumi inquinati sono una vergogna. La Teramo-mare e una mia necessità, entriamo in un’ottica oltre i campanili”.
Molto diverso il tenore del centrodestra in Consiglio regionale. Per Febbo, che questa mattina ha presentato un’interpellanza per conoscere le motivazioni per le quali il masterplan, che tra l’altro non risulta, a tutt’oggi, pubblicato sul sito istituzionale della Regione Abruzzo, non abbia seguito i previsti percorsi regolamentari e istituzionali, D’Alfonso rischia un maxi flop.






