L’AQUILA – “Le parole del vescovo Forte e il suo accorato appello al rispetto di una etica pubblica da parte di chi ha responsabilità istituzionali a qualunque livello, e quindi il dovere di dare per primi il buon esempio, meritano non solo rispetto da parte nostra, ma una seria riflessione su quanto sta accadendo anche in Abruzzo e sulla deriva morale a cui stanno tentando di trascinarci”.
Lo ha dichiarato il senatore Alfonso Mascitelli, segretario regionale dell’Italia dei Valori, che ha aggiunto: “Il fare un passo indietro per chi è coinvolto in reati infamanti non può riguardare però, per un relativismo etico di comodo, solo alcuni reati come quello abominevole della istigazione alla prostituzione minorile. Non è meno infamante appropriarsi di denaro pubblico o privato, di doni e vantaggi , profittando del ruolo pubblico ricoperto, in una regione coma la nostra dove il 14% delle famiglie vive al di sotto della soglia di povertà. Non è meno infamante falsificare i concorsi pubblici in una regione come la nostra dove migliaia di giovani hanno perso anche la forza di cercare un lavoro”.
“Noi qui, in Abruzzo, assistiamo a senatori, assessori regionale dimissionati e consiglieri regionali in carica coinvolti, a vario titolo, in queste tristi vicende che non solo non si vergognano ma continuano a considerarsi protagonisti mediatici del futuro della nostra regione. Allo stato dei fatti – ha concluso Mascitelli – l’unica vertenza Abruzzo veramente credibile è quella che i cittadini, stanchi e nauseati, avvieranno al più presto verso questa classe politica di cui possiamo solo vergognarci.”





